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La deliberazione del Consiglio dei Ministri, che sancisce il quinto scioglimento del Comune di Marano di Napoli per infiltrazioni mafiose, rappresenta un duro colpo per la nostra città e per tutti i suoi cittadini.
Come maranese, ex deputato e voce impegnata di questa comunità, esprimo profonda amarezza per un fallimento istituzionale che si ripete, segnando un primato nazionale che nessuno di noi avrebbe mai voluto. Questo ennesimo commissariamento – il quinto nella storia di Marano (1991, 2004, 2016, 2021 e ora 2025) – è una ferita aperta che evidenzia un’incapacità strutturale di liberare la nostra città dalle ombre della criminalità organizzata. Già lo scorso anno, nel mio articolo “Un gesto di responsabilità per il futuro della nostra città”, avevo rivolto un accorato appello al Sindaco, invitandolo a considerare un passo indietro di fronte all’arrivo della commissione d’inchiesta, non per puntare il dito su responsabilità personali, ma per salvaguardare la credibilità delle istituzioni e restituire a Marano un’amministrazione al di sopra di ogni sospetto. Quell’appello, purtroppo, è rimasto inascoltato.Le alleanze politiche stipulate già in fase di ballottaggio hanno sollevato perplessità, unitamente a decisioni amministrative discutibili.
La responsabilità di questo fallimento non ricade solo su chi ha guidato il Comune, ma anche su chi è rimasto in silenzio: forze politiche come Potere al Popolo e Movimento 5 Stelle, che per due anni non hanno alzato la voce, e quei settori della società civile che hanno continuato a sostenere un progetto amministrativo rovinoso.
Marano merita di più: una città libera dal peso della camorra, capace di valorizzare le sue energie migliori e di offrire prospettive ai suoi giovani. Chiedo con fermezza che si faccia piena luce sulle responsabilità di questa debacle e che la commissione straordinaria, incaricata di guidare il Comune per i prossimi mesi, operi con rigore per ristabilire legalità, trasparenza ed efficienza amministrativa.
Ai cittadini di Marano rivolgo un appello: non lasciamoci sopraffare dalla rassegnazione. Uniamoci per sostenere le forze sane del territorio e per esigere un’amministrazione che serva davvero il bene comune. Invito la stampa a mantenere alta l’attenzione su Marano, raccontando non solo le sue ferite, ma anche il suo desiderio di riscatto e le sue potenzialità.
Come maranese, ex deputato e voce impegnata di questa comunità, esprimo profonda amarezza per un fallimento istituzionale che si ripete, segnando un primato nazionale che nessuno di noi avrebbe mai voluto. Questo ennesimo commissariamento – il quinto nella storia di Marano (1991, 2004, 2016, 2021 e ora 2025) – è una ferita aperta che evidenzia un’incapacità strutturale di liberare la nostra città dalle ombre della criminalità organizzata. Già lo scorso anno, nel mio articolo “Un gesto di responsabilità per il futuro della nostra città”, avevo rivolto un accorato appello al Sindaco, invitandolo a considerare un passo indietro di fronte all’arrivo della commissione d’inchiesta, non per puntare il dito su responsabilità personali, ma per salvaguardare la credibilità delle istituzioni e restituire a Marano un’amministrazione al di sopra di ogni sospetto. Quell’appello, purtroppo, è rimasto inascoltato.Le alleanze politiche stipulate già in fase di ballottaggio hanno sollevato perplessità, unitamente a decisioni amministrative discutibili.
La responsabilità di questo fallimento non ricade solo su chi ha guidato il Comune, ma anche su chi è rimasto in silenzio: forze politiche come Potere al Popolo e Movimento 5 Stelle, che per due anni non hanno alzato la voce, e quei settori della società civile che hanno continuato a sostenere un progetto amministrativo rovinoso.
Marano merita di più: una città libera dal peso della camorra, capace di valorizzare le sue energie migliori e di offrire prospettive ai suoi giovani. Chiedo con fermezza che si faccia piena luce sulle responsabilità di questa debacle e che la commissione straordinaria, incaricata di guidare il Comune per i prossimi mesi, operi con rigore per ristabilire legalità, trasparenza ed efficienza amministrativa.
Ai cittadini di Marano rivolgo un appello: non lasciamoci sopraffare dalla rassegnazione. Uniamoci per sostenere le forze sane del territorio e per esigere un’amministrazione che serva davvero il bene comune. Invito la stampa a mantenere alta l’attenzione su Marano, raccontando non solo le sue ferite, ma anche il suo desiderio di riscatto e le sue potenzialità.
Andrea Caso



























