La domanda è sulla bocca di molti: dopo lo scioglimento del Comune di Marano, cosa accadrà ora a Giugliano? Il sospetto che il “terremoto istituzionale” possa allargarsi serpeggia nei palazzi della politica e tra i cittadini. E la risposta, per quanto scomoda, è meno scontata di quanto si possa pensare.
Al Viminale il fascicolo Giugliano è ancora aperto, ma la situazione è oggettivamente più complessa rispetto a quella maranese. In primo luogo, perché a Giugliano si è votato da poco più di due mesi e c’è un nuovo sindaco, eletto a seguito delle dimissioni del precedente primo cittadino, Nicola Pirozzi, che aveva lasciato l’incarico prima dell’arrivo della commissione d’accesso inviata dalla Prefettura.
Ed è proprio qui che si gioca la chiave interpretativa dell’intera vicenda: se la commissione fosse stata inviata prima delle dimissioni, il Comune sarebbe stato molto probabilmente sciolto prima del ritorno alle urne. Ora, invece, la situazione si è fatta giuridicamente più articolata, perché l’amministrazione attuale è formalmente diversa da quella per cui fu avviata l’azione ispettiva.
Continuità politica (e non solo)
Tuttavia, gli elementi di continuità con la vecchia amministrazione Pirozzi sono numerosi. Si parla non solo di un nutrito gruppo di consiglieri comunali rimasti in sella, ma anche di alcuni assessori riconducibili direttamente all’ex sindaco. A questi si aggiungono dinamiche familiari “delicate”, che fanno alzare più di un sopracciglio nei corridoi del Ministero dell’Interno.
Il messaggio, neanche troppo tra le righe, è chiaro: se il ministro Piantedosi decidesse di approfondire, gli elementi per valutare un intervento ci sarebbero tutti. Resta però da capire quale sia l’orientamento reale del ministro e dei suoi collaboratori. Una scelta, quella del Viminale, che non sarà solo tecnica ma inevitabilmente anche politica.
Il nodo delle denunce sulle liste
A pesare sulla valutazione finale saranno anche le denunce già presentate riguardo presunte anomalie nella presentazione di alcune liste elettorali. Se da queste dovessero emergere riscontri concreti, il quadro si aggraverebbe ulteriormente, dando nuova linfa a chi invoca lo scioglimento anche per Giugliano.
Per ora, tutto resta sospeso. Ma il clima è teso e le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi potrebbero incidere profondamente sul futuro amministrativo — e non solo — del Comune più popoloso della Campania dopo Napoli.



























