Centrodestra in stallo, Piantedosi torna in campo come anticipato da Terranostranews? E per questo non scioglie i Comuni?

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Doveva essere il giorno della svolta, e invece il vertice del centrodestra a Palazzo Chigi si è chiuso con un nulla di fatto. Le elezioni regionali restano un rebus per la maggioranza, con Campania e Veneto che si confermano i terreni più insidiosi. In particolare, proprio in Campania, terra politicamente contesa ma amministrativamente fragile, non si è trovato alcun accordo. E nel vuoto delle decisioni, rispunta un nome già noto: Matteo Piantedosi.

Il ministro dell’Interno – che pure appare determinato a restare al Viminale – torna in ballo come possibile candidato alla presidenza della Regione. Una strada che, però, sembra tutta in salita. Anche perché, nel frattempo, proprio dal Viminale arrivano silenzi preoccupanti.

Pomigliano, Giugliano, Marano: silenzi pesanti come macigni

Ci sono almeno tre comuni in Campania – Pomigliano d’Arco, Giugliano in Campania, Marano di Napoli – su cui pendono gravi interrogativi: infiltrazioni, dossier, relazioni prefettizie. Ma dai piani alti del ministero dell’Interno, per ora, non arriva alcun segnale. Nessuno scioglimento, nessuna presa di posizione. Tutto tace.

E c’è chi, nei corridoi della politica, sussurra che questi ritardi non siano casuali. Pomigliano, Giugliano, Marano: territori difficili, roccaforti della sinistra. Un intervento deciso – come lo scioglimento per infiltrazioni – significherebbe alzare un polverone politico. Qualcuno si domanda: Piantedosi sta evitando di agire per non irritare un elettorato che potrebbe tornare utile in una campagna elettorale? Una mossa per raccogliere voti anche nei feudi rossi?

Se così fosse, sarebbe una strategia a dir poco pericolosa. Non solo per la credibilità del Viminale, ma per l’intero impianto istituzionale del Paese. La legalità non può essere sacrificata sull’altare dell’opportunismo elettorale. Governare significa scegliere, e soprattutto garantire che lo Stato non chiuda gli occhi dove dovrebbe intervenire.

Il centrodestra perde tempo. Le mafie no.

Mentre i leader di centrodestra rinviano decisioni al prossimo lunedì, le amministrazioni locali continuano a muoversi in territori grigi. Il cemento continua a crescere, i fondi pubblici evaporano, e il sospetto che si stia aspettando il “momento giusto” per agire (o per non agire) diventa ogni giorno più pesante.

Se davvero Piantedosi ambisce a guidare la Campania, la prima prova è adesso: dimostrare che al Viminale non si chiudono gli occhi davanti alla realtà. Perché la legalità non può essere un calcolo. È una scelta netta. E va fatta subito.

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