A Milano come a Napoli Nord, la mappa dell’edilizia illegittima ha gli stessi tratti: cemento, affari, complicità. La magistratura milanese ha chiesto l’arresto di un assessore e di un imprenditore per presunte irregolarità edilizie. Nel frattempo, a Napoli Nord – dove tanti comuni non approvano nemmeno i nuovi strumenti urbanistici – interi quartieri spuntano dal nulla, senza freni né trasparenza.
Come? Grazie alle leggi regionali campane – il Piano Casa prima, la “rigenerazione urbana” poi – che, di fatto, hanno spalancato le porte alla speculazione. Altro che riqualificazione: qui si costruisce per riempire tasche, non per migliorare le città. Palazzine senza servizi, fogne precarie, blackout continui: la periferia è solo cemento, svuotato di dignità.
A Milano, l’amministrazione Sala chiude le strade per l’inquinamento e invita i cittadini a pedalare. Ma sotto l’etichetta green, anche lì si costruisce senza tregua. Stessi meccanismi, stessi interessi, stessi silenzi.
Cambia il nord, cambia il sud. Ma il copione è identico: le leggi si piegano, i controlli si addormentano, e i palazzinari brindano. A spese di tutti.
























