Ogni estate a Giugliano parte il solito coro: video dei roghi, denunce ambientali, indignazione a orologeria. I media locali si attivano, segnalano, si scandalizzano. Ma si guardano bene dal raccontare chi ha permesso tutto questo, e come ci siamo finiti in questa palude.
Da oltre vent’anni, la città è stata governata in gran parte da giunte di centrosinistra che, con rara coerenza, hanno lasciato proliferare discariche e non hanno mai affrontato seriamente la questione dei campi rom, a partire dal Lazzaretto: una bomba sociale e sanitaria mai disinnescata, anzi, da sempre tutelata dalla Regione.
Eppure, chi dovrebbe informare, raccontare, scavare… tace. O al massimo si limita alla superficie, alle fiamme e al fumo, evitando accuratamente nomi, partiti, responsabilità. Un silenzio assordante che sa di complicità, o quantomeno di una strana forma di protezione politica.
Perché a Giugliano il fumo lo vedono tutti. Ma i fumi della verità, quelli no: disturbano, dividono, e soprattutto… non fanno clic.


























