Bollette Tari (per un servizio così e così e in costante aumento) che arrivano alla vigilia di Ferragosto. Nessun provvedimento, in due mesi di amministrazione circa, per dare un segnale importate sul fronte interno. Né tanto meno su alcune importanti e storiche vicende.
Il neo sindaco Matteo Morra e la sua amministrazione si stanno rivelando, pian pianino, per quello che realmente sono: restauratori del sistema politico-amministrativo locale e non certo rivoluzionari o realmente intenzionati a cambiare le cose.
In due mesi di Morra le uniche cose viste sono la caterva di comunicati di annunci di cose che si faranno: strade, scuole e poco altro. Annunci.
Nulla si è saputo sugli abusi nel Pip (ci sono sentenze in tal senso), nulla sul Galeota o su altri beni abusivi di lungo corso (che fine devono fare gli occupanti e quali procedure sono in essere per ristabilire la legalità), nulla sul fronte dei miasmi che si respirano ogni mattina in città, nulla sul fronte del personale interno: nessuna rotazione, nessun cambio, nessun segnale all’esterno. Nulla (per ora) sulle determine pubblicate con mesi di ritardo. Nulla (per ora) sullo scandalo del Giudice di Pace sui costi che ricadranno e ricadono sui cittadini (nemmeno un esposto alla Corte dei conti). Nulla di concreto sulla questione del traffico aereo, solo un annuncio e null’altro. Nulla sull’affidamento di alcuni beni confiscati, nonostante alcune associazioni abbiamo presentato specifiche richieste già da mesi. E per di più, sul fronte politico, una giunta ancora incompleta perché il primo cittadino, nell’ansia di voler vincere, nella fase di ballottaggio ha stretto accordi e accordini con personaggi che la storia politica di Marano aveva cancellato o quanto meno ridimensionato.
Qualcuno obietterà? E’ presto per giudicarlo, ci sono tanti problemi. Certo, lo sappiamo e gliene diamo atto. Ma Morra avrebbe comunque potuto dare qualche segnale, segnale di discontinuità importante. Un nuovo modo di fare, che in campagna elettorale egli stesso aveva annunciato di voler fare. Ma la realtà è un’altra, e forse non è neanche colpa del sindaco in carica: lui è così, vive la politica con gli occhi di chi la fa dagli anni Novanta. E’ più forte di lui: non è nella sua indole. Morra è un conservatore di sinistra, legato a vecchi schemi, anche politici. Vuole consenso ampio perché sa che deve mettere mano a cose delicate, come il Puc. Parla di cambio di passo, ma il passo è quello solito: nessuna modifica strutturale al Comune, solo il tentativo di tenere (come sta facendo con la politica) tutti dentro e tutti allineati e coperti. Morra, che ha anche delle qualità, è questo. Questo è il suo carattere, il suo modo di fare e di vedere la vita e la politica. In tanti lo sapevano. Non vi aspettate, dunque, frizzi e lazzi. Saranno anni di gestione amministrativa in stile funzionario regionale. Quanto durerà? Almeno due o tre anni. Nessuno, al momento, ha intenzione di cambiare rotta. Chi fa politica a Marano, molti almeno, stanno aspettando il varo del Puc, mentre qualcun altro è interessato ai lavori pubblici. Per ora ognuno è alla finestra e attende le mosse del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori. Poi si vedrà.
























