Grandi difficoltà stanno registrando chi chiede una visita medica ambulatoriale dal proprio medico o dal pediatra di famiglia. Con la stagione invernale e la conseguentemente crescita del Covid le famiglie sono in difficoltà economica e di salute perché i medici o pediatri di famiglia chiedono per poter accedere a visite ambulatoriali il tampone antigenico ( quello fatto in farmacia al costo di 15 euro). In una situazione di recessione economica con salari e stipendi fermi da anni che hanno perso il proprio potere d’acquisto le famiglie a stento riescono a far sopravvivere le proprie famiglie ed è inconcepibile pensare che possano tamponarsi di continuo per garantire a loro e ai loro cari, soprattutto ai bambini il diritto a curarsi e alla salute. In una situazione di precarietà assoluta spesso il cittadino non avendo la possibilità di spendere decine di euro per i tamponi decide di rimandare le visite e questo spesso fa aggravare le patologie, in particolare se si tratta di patologie oncologiche. Stessa cosa avviene per una visita presso i pediatri in presenza di più figli la spesa per i tamponi diventa insostenibile e un semplice raffreddore può tramutarsi un bronchite e broncopolmonite, con conseguenze spesso serie per la salute del bambino. Oramai in nome della pandemia molti medici e pediatri fanno diagnosi e curano da telefono i propri pazienti che spesso lasciati soli senza una seria guida medica cronicizzano le proprie patologie rendendo loro la vita difficile. Eppure la fase pandemica è finita ora viviamo la fase endemica dove un medico dovrebbe saper riconoscere i sintomi influenzali da quelli da Covid, senza chiedere a ogni prestazione il tampone che mette in seria difficoltà le famiglie economicamente, pertanto se si vuole continuare sulla strada dei tamponi snodati, allora bisognerà rendere gratuito il tampone. In alternativa si richiama al buon senso e alle competenze del singolo medico o pediatra che sappia riconoscere una influenza oggi ( australiana) dal Covid per non incidere negativamente sul bilancio economico già esiguo della famiglia che potrebbe optare per non effettuare la visita a discapito della salute. Poi il medico non dimentichi il codice deontologico che si richiama al giuramento di Ippocrate che recita: “Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo. In nome di questi valori inalienabili penso che vi sia la esigenza di un chiarimento da parte del ministero della salute e dell’ordine dei medici che, faccia chiarezza sul protocollo da adottare da parte dei medici e dei pediatri in presenza di richiesta di visita ambulatoriale.
Michele Izzo
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