
Secondo un retroscena di Marco Galluzzo sul Corriere della sera, nel vertice romano con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni avrebbe incassato delle aperture importanti sul fronte della gestione dei flussi migratori.
In particolare, la politica tedesca avrebbe dato ampie garanzie sul possibile passaggio a una gestione europea dei confini meridionali dell’Unione, uno dei primi punti messi sul tavolo dalla presidente del Consiglio italiana. Un impegno della Ue su questo fronte, peraltro, non sarebbe una novità in assoluto, poiché si tratterebbe sostanzialmente di resuscitare quella Missione Sophia che aveva avuto un ruolo rilevante negli anni in cui è stata attiva.
Certo, adesso andrà verificato se si passerà realmente ai fatti o, come troppo spesso accaduto in passato, si resterà a semplici impegni senza risultato. La prova del nove andrà in scena esattamente tra un mese, nel Consiglio europeo del 9 febbraio che ha all’ordine del giorno proprio la questione migranti. E siccome la Svezia, presidente di turno dell’Unione europea, ha già chiarito che difficilmente nel 2023 si faranno dei passi in avanti sul fronte della redistribuzione dei profughi tra gli Stati membri, è ovvio che il governo italiano si aspetta passi in avanti decisi sulle altre due questioni principali inerenti il fenomeno migratorio, e cioè difesa comune dei confini e rimpatri.
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