Napoli e provincia, mancano medici e infermieri nei pronto soccorso. Male anche i centri di riabilitazione

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GNA - Ospedale Procida
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Manca il personale, rete dell’emergenza a rischio: la Regione Campania è alle strette e potrebbe puntare sull’accorpamento delle unità di pronto soccorso dei presìdi periferici con le grandi strutture provinciali per tenere in piedi un indispensabile servizio salvavita.

«Non tutti si sono resi conto ma a gennaio saremo costretti a chiudere qualche pronto soccorso marginale per tenere aperti quelli più importanti». Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca torna a spingere su questo tasto pensando a una rete dell’emergenza rimaneggiata da due anni di pandemia, a corto di personale e senza rimpiazzi a disposizione dopo i tanti pensionamenti, trasferimenti, dimissioni, ripieghi su altri servizi di decine e decine di medici e infermieri.

Ma c’è dell’altro: non va meglio per i centri di riabilitazione convenzionati, dove dilaga il fenomeno del dumping contrattuale, con tanti operatori e fisioterapisti che optano per altri lavori o si inseriscono nel contesto della sanità privata. Anche in questo settore mancano gli operatori. La Regione, in materia di sanità e trasporti, è un colabrodo sotto ogni punto di vista.

Sul fronte dell’assistenza dei medici di base, invece, meglio stendere un velo pietoso: la pandemia ha distrutto ogni cosa e il distacco tra paziente e medico si è acuito ulteriormente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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