Da una parte le tribolazioni interne per la fiducia al governo Draghi (in 15 alla fine hanno votato no)i, dall’altra il voto su Rousseau che segna la nascita del nuovo organo collegiale, archiviando l’era del capo politico. Il Movimento 5 Stelle guarda al futuro ma è costretto a fare i conti con una possibile scissione. Al Senato i ‘frondisti’ contrari al nuovo esecutivo si contano e mirano a una nuova compagine parlamentare. “Ovviamente non posso più essere nel M5S, la scelta di campo è radicale”, dice il senatore Mattia Crucioli annunciando il suo ‘no’ a Draghi. E sulla possibile creazione di un nuovo gruppo osserva: “Me lo auguro e lavorerò per questo” perché “per fare opposizione occorrerà essere organizzati. Se ci saranno i numeri sarà sicuramente molto più utile stare dentro un gruppo”.
M5s, in 15 votano no a Draghi al Senato. Costituiranno un nuovo gruppo
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