Nessun passo indietro sullo sciopero dei lavoratori del comparto ambiente. Sindacati e lavoratori hanno confermato l’astensione dal lavoro per domani, 2 ottobre, respingendo la richiesta di revoca avanzata dalla Commissione straordinaria del Comune.
La richiesta dell’amministrazione era arrivata alla luce della necessità di garantire la continuità di un servizio già alle prese con pesanti difficoltà e di evitare che la protesta potesse tradursi in ulteriori disagi per la città, in particolare sul fronte della raccolta dei rifiuti.
Ma le organizzazioni sindacali hanno deciso di andare avanti. Per i rappresentanti dei lavoratori, infatti, le ragioni della vertenza non sono venute meno.
Al centro della protesta restano innanzitutto i ritardi nei pagamenti degli operai e le questioni legate ai conguagli fiscali del 730. Alcune delle criticità risultano essere in via di risoluzione, ma, secondo quanto riferito dai sindacati, non sarebbero ancora sufficienti a chiudere la vertenza.
A rendere ancora più delicato il quadro c’è poi la situazione dell’appalto. La ditta avrebbe comunicato l’intenzione di recedere dal contratto con il Comune di Marano, motivando la decisione con l’impossibilità di sostenere economicamente i costi del servizio.
Uno scenario che aggiunge ulteriore incertezza a una città che già da tempo deve fare i conti con gravi criticità nella raccolta dei rifiuti e nello spazzamento. Cumuli, ritardi e disservizi hanno alimentato le proteste dei cittadini, mentre la tenuta del servizio resta legata anche alla situazione economica e organizzativa dell’azienda incaricata.
Sciopero e sabato senza raccolta: il rischio di un effetto a catena
Il quadro rischia di diventare ancora più complicato perché dopo lo sciopero di venerdì 2 ottobre, sabato non è prevista la raccolta dei rifiuti. Una circostanza che potrebbe determinare un effetto a catena, concentrando ulteriormente le difficoltà già presenti sul territorio.
In una città dove il servizio di raccolta e spazzamento presenta già criticità pesanti, la giornata di sciopero rischia quindi di lasciare in strada una quantità maggiore di rifiuti, con la situazione che potrebbe protrarsi fino alla ripresa ordinaria del servizio.
Domani, dunque, il rischio è quello di un ulteriore aggravamento delle difficoltà sul territorio. Da una parte l’amministrazione straordinaria richiama la necessità di tutelare la continuità del servizio e di non aggiungere nuovi disagi alla popolazione; dall’altra i lavoratori e le organizzazioni sindacali ritengono che la vertenza non possa essere considerata chiusa finché restano irrisolte le questioni economiche e contrattuali alla base della mobilitazione.
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