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La Campania è al centro di uno scontro politico riguardante l’erogazione di 8,3 milioni di euro destinati a un progetto di sostegno per i disoccupati di lunga durata dell’area metropolitana di Napoli. L’iniziativa prevede la realizzazione di tirocini extracurriculari della durata di dodici mesi, con un’indennità mensile di 600 euro per circa 1.200 beneficiari, selezionati tramite una procedura di click day. La misura ha immediatamente innescato polemiche, portando l’opposizione a presentare interrogazioni ed esposti alla Procura della Repubblica.
Il nucleo della contestazione risiede nelle ombre che gravano sul precedente progetto ministeriale da cui trae origine l’attuale intervento. Il Ministero del Lavoro aveva infatti revocato il finanziamento originario a seguito del rilevamento di presunte difformità e irregolarità procedurali. Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione, affiancato dai capigruppo Raffaele Maria Pisacane e Sebastiano Odierna, ha denunciato come le risorse pubbliche siano impiegate per finanziare interventi assistenziali temporanei, invece di puntare su politiche strutturali per l’occupazione stabile e la formazione qualificata. Una posizione condivisa dalla Lega, attraverso il coordinatore campano Gianpiero Zinzi, che ha sollecitato il presidente della Regione Roberto Fico a chiarire la natura dell’operazione, scongiurando qualsiasi strumentalizzazione politica a danno dei disoccupati.
All’interno dell’esecutivo regionale, la situazione appare altrettanto frammentata. L’assessore Fulvio Bonavitacola ha comunicato il ritiro della propria adesione alla delibera approvata lo scorso 3 settembre, evidenziando che le modifiche richieste per regolare le modalità di selezione e lo svolgimento dei tirocini non sono state introdotte. Di conseguenza, nella seduta del 10 settembre, Bonavitacola ha ritirato il proprio sostegno, precisando che l’atto non può più essere considerato all’unanimità. Questa mossa sottolinea le criticità emerse nella gestione tecnica e procedurale del piano.
A difendere il provvedimento è intervenuta l’assessora regionale al Lavoro, Angelica Saggese, che ha respinto categoricamente l’ipotesi di una sanatoria. Secondo la assessora, si tratterebbe di un intervento nuovo e autonomo, nato da un’intesa tra i soggetti istituzionali coinvolti, incluso il Governo, e non come subentro nella gestione del precedente progetto fallimentare. I Centri per l’impiego regionali saranno incaricati di promuovere i nuovi tirocini, effettuando verifiche rigorose sulle posizioni individuali e sui progetti. La gestione sarà diretta dalle strutture regionali, senza affidamenti esterni o costi aggiuntivi, garantendo il rispetto della legalità e la tutela delle risorse pubbliche. La vicenda rimane dunque un banco di prova cruciale, dove le accuse dell’opposizione si scontrano con la difesa tecnica dell’esecutivo regionale, in attesa di verificare se il progetto riuscirà a trasformarsi in una reale opportunità di inclusione lavorativa.
Il nucleo della contestazione risiede nelle ombre che gravano sul precedente progetto ministeriale da cui trae origine l’attuale intervento. Il Ministero del Lavoro aveva infatti revocato il finanziamento originario a seguito del rilevamento di presunte difformità e irregolarità procedurali. Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione, affiancato dai capigruppo Raffaele Maria Pisacane e Sebastiano Odierna, ha denunciato come le risorse pubbliche siano impiegate per finanziare interventi assistenziali temporanei, invece di puntare su politiche strutturali per l’occupazione stabile e la formazione qualificata. Una posizione condivisa dalla Lega, attraverso il coordinatore campano Gianpiero Zinzi, che ha sollecitato il presidente della Regione Roberto Fico a chiarire la natura dell’operazione, scongiurando qualsiasi strumentalizzazione politica a danno dei disoccupati.
All’interno dell’esecutivo regionale, la situazione appare altrettanto frammentata. L’assessore Fulvio Bonavitacola ha comunicato il ritiro della propria adesione alla delibera approvata lo scorso 3 settembre, evidenziando che le modifiche richieste per regolare le modalità di selezione e lo svolgimento dei tirocini non sono state introdotte. Di conseguenza, nella seduta del 10 settembre, Bonavitacola ha ritirato il proprio sostegno, precisando che l’atto non può più essere considerato all’unanimità. Questa mossa sottolinea le criticità emerse nella gestione tecnica e procedurale del piano.
A difendere il provvedimento è intervenuta l’assessora regionale al Lavoro, Angelica Saggese, che ha respinto categoricamente l’ipotesi di una sanatoria. Secondo la assessora, si tratterebbe di un intervento nuovo e autonomo, nato da un’intesa tra i soggetti istituzionali coinvolti, incluso il Governo, e non come subentro nella gestione del precedente progetto fallimentare. I Centri per l’impiego regionali saranno incaricati di promuovere i nuovi tirocini, effettuando verifiche rigorose sulle posizioni individuali e sui progetti. La gestione sarà diretta dalle strutture regionali, senza affidamenti esterni o costi aggiuntivi, garantendo il rispetto della legalità e la tutela delle risorse pubbliche. La vicenda rimane dunque un banco di prova cruciale, dove le accuse dell’opposizione si scontrano con la difesa tecnica dell’esecutivo regionale, in attesa di verificare se il progetto riuscirà a trasformarsi in una reale opportunità di inclusione lavorativa.
Michele Izzo

























