Lettera al direttore. Brescia, 24 autisti tunisini per i bus: «E gli italiani del Sud?». La lettera di Luigi Esposito

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Caro direttore,

sono un cittadino napoletano che per molti anni ha vissuto a Marano di Napoli e che oggi vive in provincia di Brescia.

Le scrivo in merito a una vicenda che mi ha particolarmente colpito e sulla quale vorrei porre alcune domande.

Ho appreso che l’azienda Brescia Mobilità, controllata dal Comune di Brescia, si appresterebbe ad accogliere 24 autisti tunisini destinati alla guida degli autobus del trasporto pubblico bresciano, mentre altri 11 lavoratori sarebbero destinati alle attività di manutenzione, con assegnazione di alloggi Aler, nell’ambito dell’edilizia popolare.

La domanda che mi pongo, da meridionale che vive al Nord, è semplice: possibile che non ci siano autisti provenienti dal Sud Italia disposti a trasferirsi a Brescia per lavorare?

Eppure, molti lavoratori meridionali potrebbero essere interessati a un’opportunità di questo tipo, anche considerando le difficoltà occupazionali che ancora oggi interessano diverse aree del Mezzogiorno.

Quello che mi ha colpito maggiormente è il contesto politico nel quale questa scelta viene annunciata. Brescia è amministrata da una giunta di centrosinistra che, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, ha sempre mostrato particolare attenzione ai temi dell’integrazione e della solidarietà, compresa quella verso i cittadini meridionali.

Ed è proprio per questo che mi pongo una domanda, senza voler dare risposte preconfezionate: perché, in presenza di posti di lavoro disponibili, non vengono maggiormente valorizzati anche i lavoratori italiani e, in particolare, quelli provenienti dal Mezzogiorno che sarebbero disponibili a trasferirsi?

Non voglio certamente mettere in discussione il diritto di qualsiasi lavoratore, italiano o straniero, a cercare e trovare un’occupazione. Mi chiedo però se, nelle politiche di reclutamento e di assegnazione delle opportunità lavorative e abitative, vengano applicati criteri trasparenti e uguali per tutti.

Da qui nasce anche una riflessione politica che affido ai lettori di Terranostranews: è davvero corretto continuare a considerare il tema dell’integrazione e delle opportunità soltanto attraverso la contrapposizione tra destra e sinistra?

Personalmente credo che sarebbe utile conoscere con chiarezza quali siano stati i criteri adottati per la selezione dei lavoratori, quanti candidati italiani e meridionali abbiano partecipato alle procedure e quali siano le modalità attraverso le quali sono stati individuati i lavoratori destinati anche agli alloggi Aler.

Credo che avere risposte a queste domande sia nell’interesse di tutti, senza distinzioni politiche o territoriali.

Luigi Esposito

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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