Rapina a casa Donnarumma, chiesti 10 anni per ‘Ganito’: ricostruite le fasi drammatiche del raid, le botte e la paura

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Le botte, le minacce col coltello davanti al viso, le grida: la notte di terrore che vissero nel 2023 a Parigi Gianluigi Donnarumma, portiere della Nazionale e a quel tempo del Paris Saint-Germain, e la sua allora fidanzata Alessia Elefante, sono rivissute da ieri nell’aula di tribunale per il processo a carico dei rapinatori che rubarono 350.000 euro. Stasera, l’accusa ha chiesto per gli imputati pene fra i quattro e i 10 anni di carcere.

In aula a Parigi sono comparse tre persone, due erano i mandanti che operavano dal carcere, una un esecutore materiale della violenta rapina. Quella sera, il 21 luglio 2023, erano in sette i banditi che parteciparono al vero e proprio assalto alla casa del calciatore. Tutti schedati per furti, rapine e sequestri, specializzati in operazioni molto redditizie nelle case dei vip della capitale. I fatti sono stati ricostruiti in aula, alla presenza di tre giovani tra 21 e 24 anni fra i quali il tristemente celebre Ilyas Kerbouch, detto ‘Ganito’ nel mondo della malavita. A soli 21 anni è stato riconosciuto come il capo indiscusso.

A quell’epoca era già in carcere ma – nonostante non abbia ammesso responsabilità – era in grado di organizzare e dare ordini ai suoi uomini all’esterno per l’esecuzione dei colpi. Nel suo cellulare sono state ritrovate immagini, video e messaggi di diversi ‘colpi’ dei suoi complici. Le due vittime hanno ricordato che si trovavano a letto – nell’appartamento della prestigiosa avenue Montaigne, vicino agli Champs-Elysées – quando, attorno alle 3.20 del mattino, quattro persone con il volto coperto fecero irruzione nell’appartamento spaccando una vetrata. Donnarumma fu colpito al viso, poi i rapinatori cominciarono a frugare ovunque, afferrando denaro, preziosi orologi, borse firmate, un telefono e le chiavi di una Mercedes e di una Lamborghini.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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