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Gentile direttore, in relazione alla vicenda della frana verificatasi il 15 febbraio in via Roma n. 8 a Marano, i proprietari del terreno sovrastante il palazzo sgomberato intendono esporre il proprio punto di vista sulla vicenda.
- “In qualità di proprietari della porzione di terreno, franata, mio marito ed io ci siamo resi disponibili fin da subito a partecipare attivamente. Abbiamo consentito nell’immediatezza dell’occorso, l’accesso al nostro fondo; abbiamo ospitato tecnici; ufficiali di polizia; curiosi in genere; ed abbiamo collaborato alla ricognizione ed alla progettazione delle opere necessarie alla messa in sicurezza; il tutto come da Pec che, in caso di necessità, potranno essere prodotte, ma comunque già a disposizione dell’Ente Territoriale competente;”
- “il problema è sorto allorquando il condominio, ha tentato, in maniera del tutto negligente, di addossare la responsabilità della frana a noi (proprietari del fondo sovrapposto) ed anzi, alcuni condomini, hanno manifestato l’intenzione, di rendere le opere provvisorie ed urgenti di eliminazione del pericolo, definitive, affermando che una volta realizzate le stesse, si sarebbero disinteressati degli ulteriori sviluppi; il che non poteva essere consentito;”
- “nel manifestare l’approvazione del progetto delle opere provvisorie, abbiamo richiesto, come giusto che fosse, per scongiurare l’innesco di un contenzioso, l’approvazione anche di un progetto per la sistemazione definitiva del fondo, così come era prima della frana. Per meglio chiarire il senso delle richieste, abbiamo incaricato ad un capace e serio professionista e da questo ottenuto, un Progetto di Massima, realizzato in soli 3 giorni, che rappresentasse la sistemazione finale del fondo; progetto rifiutato immotivatamente dall’amministrazione del condominio, come da Pec a nostre mani;”
- “Successivamente al gran rifiuto, su istanza del 27.4.2026, Prot. 16226 l’Ing. Angelo Martino, RUP del Comune di Marano, dato atto del dissequestro delle aree avvenuto il 17.4.2026, ha emesso, senza simulacro di verifica alcuno, lo stesso 27.4.2026, una diffida all’ottemperanza, minacciando le sanzioni di cui all’art. 650 c.p.; il che ha registrato la nostra immediata risposta di cui alla Pec 1.5.2026.”
“Dunque, visto che: a) c’è stata da parte nostra immediata disponibilità a collaborare; b) abbiamo redatto un progetto di massima delle opere definitive in soli tre giorni, quando il Condominio, ha trasmesso la propria relazione il 4 aprile, e cioè ad oltre 40 giorni dalla frana; c) nel corso degli accertamenti sono emerse gravi negligenze del condominio, sia prima che successivamente alla realizzazione del muro poi franato; d) vi è stata minaccia di sanzioni, per il solo fatto di avere noi, tentato, in via stragiudiziale, di tutelare diritti costituzionalmente protetti; appare evidente, come quanto riferito negli articoli in parola, non possa essere accettato”.
Nota stampa Roberta Schiano
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