L’incomunicabilità tra servizi sociali, tribunale e protagonisti della famiglia Trevallion ha conosciuto oggi un nuovo picco. Oggi, infatti, l’esperta Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per formare una perizia sulla capacità genitoriale dei neorurali di Palmoli, si è trovata di fronte alla commozione -occhi rossi e lacrimoni trattenuti goffamente – di uno dei tre bimbi ( non si dirà quale a tutela di ciò che resta della loro privacy): «Voglio tornare a casa da mia madre e mio padre» ha detto il minore sull’onda di un’emozione che ha scosso i presenti, irrompendo in un discorso all’apparenza comune.
Quel minore, per inciso, ha smesso di vedere la madre Catherine Trevallion dal 6 marzo scorso. Il loro rapporto è andato avanti con videochiamate autorizzate dal Tribunale. L’episodio della richiesta commossa del bambino è stato reso noto dal consulente di parte e psichiatra Tonino Cantelmi.
C’è anche altro in questo piccolo angolo di incomprensioni quotidiane che ormai è divenuta la casa famiglia di Vasto: papà Nathan Trevallion ha invano portato il cane ma gli sarebbe stato proibito dai vertici della struttura con la motivazione che infastidirebbe altri ospiti. Natahan ha abbozzato un ragionamento convincente, almeno apparentemente: il cane resta all’esterno della casa assieme ai bambini, lungo quel perimetro di giardino che è loro permesso frequentare durante il giorno.























