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Restano ancora molti interrogativi sul colpo messo a segno nella filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, dove una banda ha agito con modalità da veri professionisti. I rapinatori sono entrati poco prima delle 12.30 di giovedì, passando attraverso un foro scavato nel sottosuolo, travestiti da operai e con maschere di attori del cinema.
Un’azione studiata nei dettagli, secondo gli investigatori, che però presenta più di un’incongruenza. Nel caveau, infatti, non era custodito denaro contante ma solo cassette di sicurezza: un elemento che difficilmente sfuggirebbe a una banda esperta. Anche i tempi dell’operazione lasciano perplessi: i malviventi sono rimasti all’interno per quasi un’ora, ben oltre i pochi minuti che caratterizzano solitamente i colpi della cosiddetta “banda del buco”.
Tra le ipotesi al vaglio delle forze dell’ordine c’è anche quella della presenza di un basista, qualcuno in grado di fornire informazioni dall’interno. Ma è soprattutto un altro aspetto a rendere il caso ancora più enigmatico: il bottino.
Il contenuto delle cassette di sicurezza, infatti, è noto esclusivamente ai clienti che le noleggiano e non all’istituto bancario. Anche le assicurazioni vengono calcolate in modo forfettario, senza una reale conoscenza dei beni custoditi. Gioielli, contanti, documenti o oggetti di valore: nessuno, al di fuori dei legittimi proprietari, può sapere cosa sia stato effettivamente portato via.
Ed è proprio questo il punto centrale dell’indagine: al di là della dinamica e delle responsabilità, il valore reale del colpo potrebbe non essere mai quantificato con certezza. Un bottino che, almeno sulla carta, resterà un mistero.

