A quattro anni dalla scoperta dei gravi abusi edilizi nella zona di San Marco, a Marano, la vicenda continua a produrre conseguenze pesanti per i cittadini che avevano acquistato casa in buona fede, accendendo mutui e confidando nella regolarità degli immobili.
Le difformità riscontrate rispetto ai grafici allegati al titolo abilitativo risultano numerose e sostanziali: aumento delle metrature degli appartamenti; modifica dei balconi, trasformati da piccoli elementi con ringhiera in ferro in balconi a nastro in muratura; innalzamento dell’intero stabile di circa un metro rispetto al piano strada; realizzazione di pertinenze non previste, come terrazzini privati; costruzione di garage e cantinole assenti nella concessione originaria; incremento delle altezze interne da circa 2,70 metri a circa 2,90 metri. Abusi secondo l’ente cittadino non sanabili o comunque solo parzialmente sanabili.
Il complesso fu posto sotto sequestro dai Carabinieri nel settembre 2022, con un primo intervento che ha fatto emergere la portata delle irregolarità. Successivamente, la gestione della vicenda è passata alla polizia municipale, che ha preso in carico gli accertamenti e gli adempimenti amministrativi.
Solo nel 2025 il Comune ha provveduto alla trascrizione dell’immobile nei registri e alla successiva acquisizione del bene al proprio patrimonio, come previsto dalla normativa in materia di abusi edilizi.
Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto sono gli acquirenti: famiglie che, pur avendo già versato parte del mutuo, si ritrovano oggi senza casa e costrette a vivere in affitto, in una condizione di forte disagio economico e sociale.
A rendere ancora più delicata la situazione, secondo recenti segnalazioni già trasmesse agli uffici tecnici e alla polizia municipale, nel complesso risiederebbe tuttora il costruttore, che starebbe finanche di vendere di nuovo gli appartamenti. Chi ha costruito, tuttavia, riferisce di aver vinto una causa (per truffa, intentata contro di lui) in sede penale contro uno dei denuncianti e di aver ottenuto una sospensiva dal Tar sul fronte del contenzioso apertosi con il Comune di Marano. E’ tuttora in itinere anche un procedimento in sede civile.
Va ricordato che gli abusi edilizi non vanno in prescrizione sotto il profilo amministrativo: le difformità restano e comportano conseguenze concrete, indipendentemente dall’evoluzione delle eventuali vicende penali, che avrebbero avuto sviluppi di recente.
L’ente comunale però sembra essersi fermato. Ordinanze, acquisizione al patrimonio comunale e null’altro, con il paradosso che chi aveva acquistato è fuori dagli appartamenti mentre i responsabili degli abusi no.
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