Colli Aminei, sei giovani respinti all’ingresso di un locale: “Troppi uomini nel gruppo”. Scatta l’intervento dei Carabinieri.
Una vicenda che, se confermata, solleva interrogativi pesanti sui criteri adottati all’ingresso di un noto locale dei Colli Aminei. Nella serata di ieri, a sei giovani sarebbe stato negato l’accesso alla struttura per una ragione che gli stessi interessati definiscono assurda e discriminatoria: il gruppo era composto da quattro ragazzi e due ragazze e, secondo quanto sarebbe stato riferito dal buttafuori, “non c’era equilibrio”, motivo per cui non sarebbe stato possibile entrare.
Un episodio che ha immediatamente provocato tensione e indignazione. Anche perché, secondo il racconto dei giovani coinvolti, nei momenti immediatamente successivi sarebbero stati fatti entrare altri gruppi composti esclusivamente da uomini, circostanza che renderebbe ancora più grave la disparità di trattamento lamentata.
I sei ragazzi, ritenendo di aver subito una vera e propria discriminazione, hanno quindi deciso di allertare i Carabinieri, che sono giunti sul posto per effettuare le verifiche di rito, con particolare riferimento alla documentazione autorizzativa, alle licenze e alla capienza del locale. Secondo quanto sarebbe stato affermato dalla proprietà, all’interno vi erano circa 300 persone. Una versione che, tuttavia, non convincerebbe del tutto chi si trovava all’esterno, dove la sensazione diffusa sarebbe stata quella di una presenza ben superiore.
La vicenda assume rilievo anche sotto il profilo normativo. L’articolo 187 del regolamento di esecuzione del TULPS stabilisce infatti che gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le richieda e ne corrisponda il prezzo. In altre parole, il diniego di accesso non può fondarsi su criteri arbitrari o discriminatori, ma soltanto su ragioni oggettive e legittime.
Per questo motivo, una volta acquisito il verbale di intervento dei militari, i giovani hanno annunciato che sporgeranno regolare denuncia ai Carabinieri e provvederanno inoltre a segnalare formalmente i fatti alla Questura e alla Prefettura di Napoli, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto.
Adesso toccherà agli accertamenti chiarire ogni aspetto della vicenda.
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