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A Marano ormai non si contano più le cose che vengono tolte. Strade dissestate, furti sempre più frequenti, rifiuti ovunque, servizi che spariscono e strutture pubbliche chiudono. E adesso anche l’emergenza sanitaria.
Negli ultimi giorni l’ASL Napoli 2 Nord ha deciso di rimuovere una delle due ambulanze che erano stabilmente presenti nella postazione dell’ASL di Marano.
Fino a pochi giorni fa entrambe le ambulanze erano appoggiate alla struttura sanitaria del territorio. Oggi ne resta soltanto una.
Una sola ambulanza per circa 60.000 abitanti.
L’altra verrà spostata a Qualiano perché , secondo quanto riferito , il direttore dell’ASL deve effettuare dei lavori nella struttura. Una motivazione che ha lasciato increduli i cittadini di Marano. Ma ciò che rende questa decisione ancora più grave è il contesto.
Circa tre anni fa a Marano era già stata tolta l’automedica, il mezzo di emergenza con medico a bordo. Da allora il territorio è rimasto solo con ambulanze di tipo India, cioè senza medico. Ora si compie un ulteriore passo indietro: non solo senza medico, ma anche con una sola ambulanza per l’intero territorio. La domanda che molti cittadini si stanno ponendo è semplice e allo stesso tempo inquietante: è possibile che un comune di 60.000 abitanti venga lasciato con un solo mezzo di soccorso?
In una realtà dove le richieste di intervento sono quotidiane e spesso simultanee, significa una cosa sola: tempi di soccorso più lunghi.
Significa che se l’unica ambulanza è impegnata in un intervento, chi ha bisogno dovrà attendere l’arrivo di un mezzo da altri comuni.
E quando si parla di emergenze sanitarie, ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
A Marano cresce la rabbia. Non è solo una questione di ambulanze, ma la sensazione sempre più forte che il territorio venga progressivamente svuotato di servizi essenziali.
I cittadini si sentono abbandonati.
Prima le infrastrutture lasciate al degrado.
Poi l’aumento dei furti e della criminalità.
Ora anche il ridimensionamento del servizio di emergenza sanitaria.
“Ci stanno togliendo tutto”, è il commento che si sente sempre più spesso tra la gente.
Perché qui non si parla di un lusso o di un servizio secondario.
Si parla del diritto a essere soccorsi.
Marano non è un piccolo paese di poche migliaia di abitanti. È una città grande, popolosa, complessa. Eppure oggi viene trattata come un territorio di serie B.
Ridurre il servizio di emergenza significa mettere a rischio un’intera comunità.
E chi vive qui non può più accettarlo in silenzio.
La domanda ora è rivolta alle istituzioni:
chi si assumerà la responsabilità se un soccorso arriverà troppo tardi?
Perché quando si taglia sulla sanità, quando si riducono i mezzi di emergenza, il prezzo non è burocratico.
Il prezzo, troppo spesso, lo pagano i cittadini



























