Proseguono senza sosta le indagini sull’uccisione di Castrese Palumbo, il quasi 80 enne assassinato sabato mattina a Marano in pieno centro cittadino. I carabinieri delle compagnie di Marano e Castello di Cisterna stanno seguendo più piste per ricostruire il movente e individuare i responsabili dell’agguato.
La prima ipotesi, già emersa nelle ore successive al delitto, porta verso possibili vicende legate ad affari e business, anche nel settore edilizio. Negli ultimi mesi la vittima avrebbe fatto riferimento più volte, anche pubblicamente, a questioni economiche e imprenditoriali che potrebbero aver generato tensioni.
Ma non è l’unica pista al vaglio degli investigatori. Tra le ipotesi ancora aperte c’è anche quella della vendetta. Palumbo, conosciuto con il soprannome di “Svitapierno”, era il nonno di Aurelio Taglialatela, attualmente in carcere con una condanna a 17 anni per l’omicidio di Corrado Finale.
Quel delitto risale a quando Taglialatela, alla guida della sua auto, travolse a forte velocità uno scooter in via del Mare sul quale viaggiavano Finale e un suo amico. Nell’impatto perse la vita solo Corrado Finale. Alla base della vicenda ci sarebbero stati contrasti personali legati a una relazione sentimentale con la sorella di Taglialatela.
Dagli atti di quell’indagine sarebbe emerso che, nei mesi precedenti al delitto, Palumbo avrebbe più volte incitato il nipote a “dare una lezione” all’amico di Finale. In un’occasione, secondo quanto riportato negli atti giudiziari, gli avrebbe anche consegnato una pistola a salve utilizzata mesi prima di quell’episodio in via Nuvoletta.
Elementi che oggi vengono riletti dagli investigatori anche alla luce dell’omicidio di sabato. L’ipotesi della vendetta, tuttavia, resta solo una delle piste investigative.
A far pensare a un’esecuzione di stampo camorristico è soprattutto la dinamica dell’agguato: dodici colpi di pistola esplosi contro Palumbo, quasi tutti diretti alla testa, in pieno giorno e in una zona centrale della città.
Un altro elemento che gli investigatori stanno analizzando riguarda la fuga dei killer. Dopo aver colpito in via Svizzera, i due sicari sono fuggiti a bordo di uno scooter passando per corso Europa. Invece di dirigersi fuori città, avrebbero fatto rientro verso il centro attraversando via Pepe, la zona del Ciaurro, l’area del cimitero e poi addentrandosi nella parte vecchia di Marano, a ridosso delle curve del Castello e dintorni.
Un percorso tortuoso che lascia pensare a persone che conoscevano perfettamente il territorio, le strade e anche i rischi legati alla fuga dopo l’agguato.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre i carabinieri stanno analizzando immagini di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze per ricostruire con precisione movente e responsabilità dell’omicidio.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews























