A Marano non si uccideva da quasi dieci anni. L’ultimo periodo di sangue risale alla stagione della faida che travolse gli scissionisti legati al clan Amato-Pagano, molti dei quali furono uccisi o scomparvero nel conflitto tra melitesi e mugnanesi e con gruppi criminali locali.
Una stagione segnata da diversi omicidi, tra cui quelli di Antonio Ruggiero, Andrea Castello, Antonio Pastella e Salvatore Vigna, detto “Pitbull”. Da allora la città non era più stata teatro di delitti di camorra.
Il nuovo fatto di sangue riporta dunque indietro le lancette del tempo. In un agguato avvenuto tra via Svizzera e corso Europa è stato ucciso Castrese Palumbo, 80 anni, conosciuto con il soprannome di “’o Svitapierno”.
Contro di lui un commando composto da almeno due persone ha esploso diversi colpi di pistola, almeno dodici secondo una prima ricostruzione. Alcuni proiettili lo hanno raggiunto alla testa. Una esecuzione in piena regola.
Sul caso indagano i carabinieri delle compagnie di Marano e di Castello di Cisterna, impegnati a ricostruire dinamica e movente dell’agguato.
Palumbo era un nome noto negli ambienti criminali dell’area nord di Napoli. In passato era stato condannato e aveva scontato una lunga pena per associazione mafiosa ed era ritenuto vicino al clan Nuvoletta.
Tra gli anni Ottanta e Novanta avrebbe gestito per conto del clan il business delle macchinette da poker e altre attività legate al gioco.
La sua famiglia era già finita al centro di vicende giudiziarie. Palumbo era il padre di Giuseppe Palumbo, detto “Filippo Scarface”, morto suicida a 34 anni il 23 aprile 2010 nel carcere di Sollicciano a Firenze, dopo l’arresto come mandante di una spedizione punitiva avvenuta tra Pozzuoli e Giugliano.
Era inoltre il nonno di Aurelio Taglialatela, condannato per la morte di Corrado Finale, il giovane travolto e ucciso mentre era in scooter con un amico, rimasto ferito, al culmine di una vicenda legata a contrasti sentimentali che riguardavano proprio quest’ultimo.
Gli investigatori non escludono alcuna pista (quella della vendetta è la meno battuta, si indaga in prevalenza in altri contesti molto più locali) e stanno cercando di ricostruire il contesto in cui è maturato l’agguato che ha riportato la violenza armata nel territorio di Marano dopo anni di apparente silenzio.
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