Venezuela: “Maduro ha rifiutato l’esilio in Turchia”

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L’America torna a dare prova della propria forza, questa volta contro il Venezuela. In un’operazione lampo sono stati catturati il presidente Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores, entrambi incriminati dal tribunale distrettuale meridionale di New York per narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra. Il Paese è rimasto senza leader: Maduro è stato ammanettato e portato sulla nave militare Uss Iwo Jima. Poi, in aereo, è arrivato a New York. Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che il Venezuela sarà governato temporaneamente da un gruppo di figure americane e venezuelane fino a una “transizione sicura”.

Netanyahu ribadisce il suo sostegno a Trump sul Venezuela

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rinnovato oggi il “sostegno” del suo governo alla “decisione risoluta e all’azione determinata degli Stati Uniti” in Venezuela. “In America Latina, diversi paesi stanno tornando nell’orbita americana e rinnovando i loro legami con lo Stato di Israele. Accogliamo con favore, congratuliamo il presidente (Donald) Trump e salutiamo anche le forze armate americane che hanno condotto un’operazione perfetta”, ha detto durante la riunione domenicale del governo.

Il Papa: “Garantire la sovranità del Venezuela, assicurare lo stato di diritto”

“Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela – ha detto il Papa all’Angelus -. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”.

La Corea del Nord: “Grave la cattura di Maduro”

La cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti rappresenta una “grave violazione della sovranità nazionale”. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Pyongyang. La Corea del Nord “denuncia fermamente l’atto di ricerca dell’egemonia da parte degli Stati Uniti commesso in Venezuela”, ha affermato un portavoce del ministero in una nota diffusa dall’agenzia ufficiale Kcna.

Kamala Harris: “L’azione di Trump è illegale e imprudente”

Le azioni di Donald Trump in Venezuela non rendono l’America più sicura o più forte. Il fatto che Maduro sia un dittatore brutale e illegittimo non cambia il fatto che questa azione sia stata illegale e imprudente. Abbiamo già visto questo film. Guerre per un cambio di regime o per il petrolio spacciate per forza, ma che si trasformano in caos, e le famiglie americane ne pagano il prezzo”. Lo ha scritto su X l’ex vicepresidente degli Usa, Kamala Harris, sconfitta da Donald Trump nelle ultime elezioni presidenziali. “Non si tratta di droga o di democrazia. Si tratta di petrolio e del desiderio di Donald Trump di giocare il ruolo dell’uomo forte nella regione”, ha aggiunto. Secondo Harris “se gli importasse di entrambe le cose, non perdonerebbe un narcotrafficante condannato né metterebbe da parte la legittima opposizione venezuelana per stringere accordi con gli amici di Maduro. Il Presidente sta mettendo a rischio le truppe, spendendo miliardi, destabilizzando una regione e non offrendo alcuna autorità legale, alcun piano di uscita e alcun beneficio interno”. “L’America ha bisogno di una leadership le cui priorità siano ridurre i costi per le famiglie lavoratrici, far rispettare lo stato di diritto, rafforzare le alleanze e, soprattutto, mettere al primo posto il popolo americano”, ha concluso.

Nyt: “Maduro rifiutò l’ultimatum di Trump per l’esilio in Turchia”

Nicolas Maduro, a fine dicembre, ha rifiutato un ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di lasciare l’incarico e andare in esilio dorato in Turchia. Lo riferisce il New York Times citando diverse fonti americane e venezuelane coinvolte nei colloqui di transizione.

Amnesty: “Preoccupa l’escalation di violazioni di diritti umani”

L’azione militare condotta ieri in Venezuela dall’amministrazione Trump, che ha portato alla cattura di Nicolßs Maduro e Cilia Flores, solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l’intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il paese e di controllarne le risorse petrolifere. Amnesty International è particolarmente preoccupata per il rischio di un’ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel paese, che potrebbe scaturire sia da nuove operazioni statunitensi, sia dalla risposta del governo venezuelano agli attacchi degli Stati Uniti. Amnesty International esorta il governo degli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà, comprese le garanzie processuali e il diritto a un trattamento umano.

La Turchia invita “alla calma e moderazione” in Venezuela

La Turchia invita alla calma e alla moderazione gli Stati Uniti e le tutte le parti coinvolte nei recenti sviluppi legati all’attacco sferrato dagli Usa in Venezuela e all’arresto del presidente Nicolas Maduro. In attesa delle parole del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha annunciato per domani un colloquio telefonico con il collega americano Donald Trump, è il ministero degli Esteri di Ankara a emettere un comunicato. “La Turchia segue da vicino gli sviluppi in Venezuela e chiede alle parti calma e moderazione, essenziali per evitare che la attuale situazione porti a conseguenze avverse per la stabilità regionale e internazionale”, si legge nella nota, “la Turchia è pronta a fare la propria parte e offrire un apporto costruttivo nella risoluzione della crisi”.
Erdogan ha negli ultimi anni intrattenuto ottimi rapporti con Nicolas Maduro, al punto che si era anche parlato della Turchia come possibile destinazione per un eventuale esilio del presidente venezuelano.

Media: “Gli Usa potrebbero avere un super-testimone contro Maduro”

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale lo scorso giugno si e’ dichiarato colpevole di reati che prevedono l’erastolo e sono analoghi a quelli contestati al leader venezuelano. Ècitato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.

Argentina e Perù chiudono le frontiere ai funzionari di Maduro in cerca di rifugio

I governi di Argentina e Perù hanno emesso ordini di restrizione per impedire l’eventuale ingresso nei rispettivi Paesi di persone legate al governo venezuelano di Nicolas Maduro in cerca di rifugio. In un comunicato di Buenos Aires si legge che le nuove misure fanno riferimento a “funzionari, membri delle Forze Armate, imprenditori associati al regime di Maduro e persone sanzionate da altri paesi, con l’obiettivo di impedire che utilizzino l’Argentina come destinazione di rifugio”. Nella nota emessa dal ministero degli Interni di Lima si fa riferimento invece a misure “dirette a persone di nazionalità venezuelana legate al regime di Nicolás Maduro” con l’obiettivo di “evitare che utilizzino il Perù per evadere la giustizia”.

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