Manuale Cencelli e nodi politici: la giunta Fico appesa a un filo

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È una corsa contro il tempo quella che accompagna la nascita della nuova giunta regionale guidata da Roberto Fico. Alla vigilia della prima riunione del Consiglio regionale, in programma domani, l’accordo sugli assessori non è ancora chiuso. La fumata bianca, attesa già nelle scorse ore, non è arrivata, segno che restano da limare equilibri politici e pesi interni alla maggioranza.

La partita della Giunta si intreccia inevitabilmente con quella per la presidenza del Consiglio regionale e per l’ufficio di presidenza dell’assemblea. Per questo l’annuncio degli assessori potrebbe slittare direttamente in aula, oggi o domani. Un rinvio oltre la prima seduta — possibile dal punto di vista normativo, visto che il presidente ha dieci giorni di tempo — sarebbe però interpretato come il segnale di un accordo politico ancora fragile.

Sul tavolo, intanto, uno schema di massima c’è. Al Partito democratico dovrebbero andare tre assessorati: Mario Casillo, dato per certo, con il ruolo di vicepresidente e la delega ai Trasporti; Enzo Cuomo, sindaco di Portici; e una donna, con il nome di Roberta Santaniello che circola con insistenza, anche se nel Pd non mancano perplessità.

Nel campo del Movimento 5 Stelle resta in piedi l’ipotesi della parlamentare Gilda Sportiello, mentre l’area riconducibile a Fico valuta anche la conferma di Ettore Cinque, assessore uscente al Bilancio. Il nodo Fulvio Bonavitacola, indicato dall’area A Testa Alta, potrebbe sciogliersi positivamente, garantendo anche l’appoggio dei deluchiani a Massimiliano Manfredi come presidente del Consiglio regionale.

Tra gli alleati, Alleanza Verdi e Sinistra punta su Fiorella Zabatta, Avanti Psi sul segretario nazionale Enzo Maraio. In Casa Riformista, tramontata l’ipotesi Tommaso Pellegrino, restano in campo Fiorella Saggese, Stanislao Lanzotti e Mimmo Tuccillo. Noi di Centro dovrebbe indicare Pasquale Giuditta, salvo la richiesta di Fico di rafforzare la presenza femminile, ipotesi che aprirebbe però una trattativa sulle deleghe più pesanti.

Nel frattempo, Nino Simeone, consigliere regionale eletto nella lista “Roberto Fico Presidente”, rivendica il peso politico del gruppo: oltre il 5,5% dei consensi regionali e più del 10,5% a Napoli. «Non saremo comprimari né spettatori», chiarisce, smentendo ricostruzioni su incarichi già assegnati e ribadendo un sostegno leale ma non subalterno al presidente.

Dall’opposizione, Fratelli d’Italia affonda il colpo. Il capogruppo Gennaro Sangiuliano denuncia una maggioranza concentrata solo su «alchimie e manuale Cencelli», mentre le emergenze della Campania restano sullo sfondo. «Il Consiglio regionale deve partire dal programma di governo», avverte, auspicando un confronto vero e non una formalità.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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