Marano, lo Stato mette i sigilli al degrado: chiuso l’ufficio del Giudice di Pace, simbolo di anni sprechi e tarantelle senza fine. Altro che presidio della legalità

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Ancora una volta è dovuta intervenire la Procura per rimediare a anni di lassismo, menefreghismo e responsabilità diffuse. A Marano va in scena l’ennesimo atto di un disastro annunciato: il sequestro dell’ufficio del Giudice di Pace, una struttura definita “disastrata sotto ogni profilo”, è la fotografia impietosa di un territorio lasciato allo sbando.

Oggi la Guardia di Finanza ha chiuso quello che, ormai, era diventato l’emblema di un fallimento istituzionale. Mancanza cronica di personale, acuite dal menefreghismo dei comuni dell’hinterland che hanno lasciato oneri ed onori solo a Marano pur avendo a suo tempo firmato una convenzione per la gestione, gravi anomalie strutturali, indagini penali in corso e una lunga scia di contenziosi hanno trasformato un presidio di legalità in un caso giudiziario. Una situazione paradossale, aggravata da un dato sconcertante: a causa di errori e omissioni del Comune di Marano, due terzi dell’immobile – nato come struttura interamente pubblica – sono finiti nella disponibilità di privati.

E pensare che l’edificio era stato realizzato con fondi europei per ospitare un ufficio di collocamento, quindi con una finalità sociale e pubblica ben precisa. Una destinazione tradita, come molte altre promesse fatte a questo territorio.

Non è un caso isolato né un fulmine a ciel sereno. Nella relazione di scioglimento del Comune di Marano si parla chiaramente di illegalità diffuse all’interno degli uffici comunali, di criticità amministrative e di un sistema incapace – o non disposto – a garantire trasparenza e legalità. Il sequestro dell’ufficio del Giudice di Pace si inserisce perfettamente in questo quadro già nero.

Oggi, forse, è stata scritta la parola fine a una vicenda che si trascina da troppo tempo. Dal Ministero si attendono ora decisioni definitive: nelle scorse settimane era già stata avviata la procedura di chiusura, segno che la misura era colma da tempo.

Resta l’amarezza per un territorio che paga il prezzo più alto degli errori, delle connivenze e delle incapacità di chi avrebbe dovuto amministrarlo. E resta una domanda, inevitabile: quante altre “pezze” dovrà ancora mettere la magistratura prima che Marano possa davvero voltare pagina?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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