Il vero nodo della nuova giunta non sono solo i numeri o le ambizioni politiche, ma il peso dei cacicchi regionali. Vincenzo De Luca e Clemente Mastella, con i loro consiglieri, restano pedine decisive nel gioco consiliare, mentre Roberto Fico fatica a imporsi come nuovo volto della politica campana. Nonostante non sia ancora insediato alla presidenza della giunta, Fico deve già fare i conti con chi, da decenni, sa muovere voti e consenso sul territorio.
Un solo assessorato
La lista “A testa alta” di De Luca non ha ottenuto un exploit clamoroso, ma i quattro consiglieri eletti sono sufficienti a pesare nelle dinamiche interne. I deluchiani ambivano alla vicepresidenza della giunta o a incarichi strategici come i Trasporti, ma si scontrano con il muro di Mario Casillo, che grazie al suo radicamento nel Pd e ai numeri elettorali reclama entrambe le posizioni.
De Luca punta all’assessorato alla sanità, ma Fico rimane cauto. La partita si complica ulteriormente perché, sebbene Don Vincenzo coordini un gruppo di quattro consiglieri, il controllo del Pd regionale resta nelle mani del figlio Piero, segretario e deputato, che regola la distribuzione dei poteri con grande attenzione.
Accerchiato dai cacicchi
Fico vorrebbe dare l’idea del rinnovamento, ma la realtà dei numeri e la presenza dei cacicchi lo costringono a compromessi. De Luca e Mastella, insieme, contano sei consiglieri regionali, in grado di influenzare voti, commissioni e scelte strategiche. La formalizzazione della giunta è prevista per metà dicembre, ma non è escluso uno slittamento fino a Natale. I “niet” del presidente designato non sembrano spaventare chi da sempre domina il palcoscenico politico locale, che continua a moltiplicarsi e a condizionare ogni mossa.

























