465 Visite
Campania, il nuovo Consiglio regionale: 32 seggi al centrosinistra, 17 al centrodestra. Ma questa tornata lascia fuori nomi pesanti. Sangiuliano dentro per 300 voti.
Lo scrutinio ridisegna il volto del Consiglio Regionale della Campania: il “campo largo” conquista 32 seggi e porta Roberto Fico alla presidenza. In Aula siederà – salvo rinunce – anche il candidato sconfitto Edmondo Cirielli.
Il record assoluto lo firma Giorgio Zinno con 39.457 preferenze. Subito dopo Salvatore Madonna (38.890).
Gli altri eletti dem:
Massimiliano Manfredi (30.595)
Loredana Raia (29.334)
Bruna Fiola (28.410)
Francesca Amirante (21.929)
Corrado Matera (19.621, Salerno)
Franco Picarone (13.174, Salerno)
Marco Villano (12.509, Caserta)
Maurizio Petracca (25.507, Avellino)
Totale: 10 seggi.
Il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto raccoglie 19.230 voti e guida i tre eletti della lista renziana insieme a Pietro Smarrazzo (10.374) e Vincenzo Alaia (19.396).
Ma l’esclusione più clamorosa della lista è quella di Armando Cesaro, già consigliere regionale (2015–2020) e figlio di Luigi Cesaro, storico dirigente dell’area berlusconiana.
Per lui, nonostante il ritorno in campo, niente seggio.
Con Fico candidato presidente, nel Movimento 5 Stelle entrano:
Luca Trapanese (12.773)
Salvatore Flocco (6.263)
Gennaro Saiello (6.086)
Elena Vignati (4.774)
Raffaele Aveta
Totale: 5 seggi.
La lista deluchiana piazza quattro fedelissimi in Consiglio, ma non riesce a garantire la rielezione di tutti i nomi storici dell’area. Una prova di forza ridimensionata rispetto alle scorse tornate.
Queste Regionali segnano un cambio di passo netto, certificato anche da tre esclusioni di peso:
Armando Cesaro – Casa Riformista, ex consigliere regionale: fuori nonostante il nome ingombrante della famiglia.
La candidata Boccia, in corsa con la lista legata a Stefano Bandecchi: non ottiene il seggio, penalizzata dal risultato complessivo della lista e dalla forte competizione sulle preferenze.
Di Fenza, consigliere regionale uscente di Forza Italia: anche lui resta fuori dal nuovo Consiglio, segnale evidente delle difficoltà del centrodestra nella circoscrizione.
Tra exploit personali, liste che sfondano e nomi storici che scompaiono, il nuovo Consiglio regionale racconta una Campania che premia il radicamento sui territori e chiude la porta a rendite di posizione ormai logore.
Una geografia politica completamente ridisegnata, destinata a pesare per tutto il prossimo quinquennio.

