Quasi tutti originari dell’area di Marano, gli imputati coinvolti nell’inchiesta sul traffico di droga dalla Spagna sono stati condannati al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato. La sentenza arriva mesi dopo la vasta operazione che, lo scorso marzo, aveva smantellato la presunta organizzazione che, secondo l’accusa, avrebbe importato ingenti carichi di stupefacenti dalla città di Barcellona per rifornire le piazze di spaccio di Napoli e hinterland.
Di seguito, le condanne come emerse in aula:
-
Ciro Di Lanno: 5 anni e 4 mesi
-
Salvatore Di Palma: 8 anni
-
Alfredo Felaco: 5 anni e 4 mesi
-
Giovanni Maiorano: 10 anni
-
Vincenzo Maiorano: 10 anni
-
Castrese Sarracino: 5 anni e 6 mesi
-
Stefano Verde: 8 anni
-
Pasquale Vallefuoco: 10 anni
-
Maurizio Cappiello Branco: 2 anni
-
Antonino Lauro: 2 anni
-
Castrese Simeoli: 2 anni e 4 mesi
- CERULLO 10 ANNI.
È stato invece assolto Domenico Della Rotonda.
Le pene risultano in parte differenti rispetto alle richieste avanzate dal pm Giuseppe Visone, che nella sua requisitoria aveva sollecitato condanne per circa un secolo di carcere complessivo nei confronti della presunta holding capeggiata – secondo l’ipotesi accusatoria – dal narcos Giovanni Cerullo.
L’indagine partita dalla segnalazione della Guardia Civil
L’intera operazione prese il via da una segnalazione della Guardia Civil di Barcellona che aveva registrato la presenza, in periodi diversi dell’anno, di un gruppo di soggetti provenienti dal Napoletano. Tra i nomi ricorrenti figuravano, secondo gli atti, i due fratelli Maiorano, Di Palma, Sarracino e Cerullo.
I finanzieri del Nucleo Pef, avviati gli accertamenti, ricostruirono i ripetuti viaggi degli indagati: partivano dal Napoletano in auto, raggiungevano Civitavecchia e si imbarcavano per Barcellona. Secondo l’impianto accusatorio, al rientro caricavano su un furgone Iveco — dotato di un doppiofondo — la droga destinata a Napoli, mentre una seconda auto fungeva da staffetta per segnalare eventuali controlli.

























