Nella corsa alla presidenza della Regione Campania, per Roberto Fico spunta un’altra insidia. L’ex presidente della Camera, che punta a rappresentare il cambiamento, si ritrova ora a fare i conti con un caso politico imbarazzante all’interno della coalizione che lo sostiene. Dopo l’accordo con la lista di Clemente Mastella — necessario per intercettare l’area centrista — è emersa infatti una segnalazione riguardante uno dei candidati.
Al centro della vicenda c’è Mauro Scarpitti, detto “Caf”, nome riportato anche nella presentazione ufficiale della sua candidatura al Consiglio regionale. La situazione è stata sottoposta all’attenzione della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, attraverso una lettera dei parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri e Pino Bicchielli.
Colosimo, dopo le verifiche consentite, ha confermato le preoccupazioni sollevate dagli esponenti azzurri. Nella sua risposta, la presidente segnala che nei materiali di propaganda di Scarpitti compaiono immagini che lo ritraggono insieme al consigliere municipale Sabino De Micco, il quale — si legge nella comunicazione — risulta coinvolto in un procedimento, tuttora pendente, per voto di scambio politico-mafioso relativo alle amministrative di Cercola del 2023.
Non solo: nei materiali elettorali di Scarpitti viene utilizzato l’alias “CAF”, lo stesso impiegato nella competizione elettorale oggetto dell’indagine da Giusy De Micco, sorella di Sabino.
Secondo Colosimo, queste circostanze «destano viva preoccupazione» e pongono un problema di «opportunità istituzionale e tutela della regolarità del procedimento elettorale». Pur non rientrando nel campo delle norme sulla impresentabilità — anche perché Sabino De Micco non è candidato alle regionali del 23 e 24 novembre — la presidente sottolinea la necessità di una vigilanza rigorosa da parte dei partiti.
La vicenda, conclude Colosimo, offre l’occasione per «ribadire l’importanza che le forze politiche svolgano un controllo attento e improntato alla massima cautela» per prevenire qualsiasi rischio di infiltrazioni mafiose nelle istituzioni.


























