Nell’Area Nord di Napoli la criminalità sta vivendo un’escalation che, giorno dopo giorno, assume i contorni di una vera emergenza. Tra Marano, Calvizzano, Mugnano, Giugliano, Villaricca e i comuni limitrofi si susseguono furti nelle abitazioni, rapine a mano armata sull’asse mediano, sparatorie in pieno giorno e, nelle ultime ore, persino un accoltellamento in una delle strade principali di Giugliano. Forse non c’è un aumento significativo dei reati in termini statistici, ma è innegabile che la percezione dell’insicurezza stia crescendo a dismisura, alimentata da episodi ravvicinati, violenti e ormai quotidiani, che danno ai cittadini la sensazione di vivere in un territorio senza controllo.
A questi fenomeni, ovviamente, si aggiunge lo spaccio di droga, che ormai è esteso su tutte le aree e in tutte le piazze di questi paesi, con basi che talvolta si nascondono dietro attività commerciali apparentemente insospettabili — come è accaduto a Milano, dove in un negozio da parrucchiere è stato scoperto spaccio di Fentanyl, tramadolo e altre sostanze.
Una sequenza di violenza che non conosce tregua, come se l’area fosse stata lasciata a sé stessa, in balìa di baby gang, faide locali e criminali di piccolo cabotaggio pronti a colpire ovunque. In tutto questo va rimarcato l’assoluto impegno dei Carabinieri, che stanno letteralmente lavorando allo stremo: organici ridotti, mezzi insufficienti e la continua necessità di essere dirottati su operazioni in altri territori, spesso molto lontani dal comune in cui prestano servizio, li mettono nelle condizioni di fronteggiare un’emergenza con forze sempre più limitate. E nonostante ciò continuano a garantire presenza e interventi tempestivi, andando ben oltre ciò che le condizioni consentirebbero. Spesso sono costretti persino a seguire interventi tranquillamente gestibili dalle Polizie Municipali, ma ciò spesso, per carenza di personale, non accade.
Mancano anche sistemi infrastrutturali adeguati. Molti Comuni non dispongono di un sistema di videosorveglianza, lasciando aree intere senza alcun controllo, neppure nei punti più sensibili. Ad esempio Calvizzano è uno tra i pochi ad aver installato sistemi moderni di lettura targhe e videocamere a ogni accesso del territorio. In altri territori invece ancora si fa difficoltà ad implementare sistemi di sicurezza. L’asse mediano ne è il simbolo più evidente, una delle arterie più pericolose e totalmente priva del monitoraggio che la Città Metropolitana dovrebbe garantire.
Il quadro è abbastanza nero. Colpisce, anche, l’assenza di una risposta istituzionale adeguata: dopo episodi così gravi ci si sarebbe aspettati la convocazione di un Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, un segnale forte da parte della Prefettura di Napoli, un potenziamento immediato delle forze dell’ordine. Invece nulla si è mosso. Intanto continuano i disordini a vario titolo. Non si tratta di generalizzare, ma è evidente che in questa specifica area si concentrano situazioni critiche che necessitano di interventi immediati, mirati e coordinati.
L’Area Nord di Napoli non può essere lasciata sola: cittadini, famiglie e commercianti chiedono sicurezza, chiedono presenza dello Stato, chiedono risposte concrete a una criminalità che oggi sembra avere campo libero. Prefettura, Questura e Ministero dell’Interno battessero un colpo. Qui si rischia di perdere il controllo.
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