
È morta in carcere Raffaella D’Alterio, esponente di spicco della camorra di Qualiano, conosciuta negli ambienti criminali come ‘A Miciona. La donna era detenuta al regime del 41 bis presso l’ospedale dell’Aquila, dove era ricoverata da tempo a causa di un tumore in fase terminale.
I familiari, nei mesi scorsi, avevano presentato diverse istanze per ottenere la scarcerazione della detenuta per motivi di salute, ma tutte erano state respinte. «Non ci danno la possibilità di starle vicino», avevano denunciato i parenti.
Arrestata il 26 giugno 2012, Raffaella D’Alterio stava scontando una condanna per gli omicidi di Antonio Sarappa e Carmine Starace. Per anni era stata considerata la figura più influente del clan Pianese-D’Alterio, radicato nell’area di Qualiano e nei comuni limitrofi dell’hinterland napoletano.
Dopo la morte del marito Nicola Pianese, detto ’o Mussuto, assassinato nel 2006, la D’Alterio aveva assunto la guida dell’organizzazione criminale, gestendo affari illeciti, estorsioni e dinamiche interne al gruppo. La sua leadership aveva segnato una fase di profonda trasformazione per la cosca, spesso segnata da contrasti e regolamenti di conti.

























