Comune di Marano sciolto per infiltrazioni: nel decreto si parla anche di tributi non riscossi a imprese ed esercizi commerciali vicini alla camorra

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Nel decreto di scioglimento del Comune di Marano per infiltrazioni camorristiche, firmato dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno, emergono dettagli allarmanti che gettano ombre pesanti sulla recente gestione amministrativa dell’ente.

Secondo quanto riportato nella relazione prefettizia allegata al decreto, l’amministrazione comunale avrebbe omesso deliberatamente di attivare le procedure di riscossione dei tributi locali nei confronti di imprese e soggetti economici ritenuti contigui ad ambienti criminali, in particolare alla criminalità organizzata. Un’omissione che ha permesso a queste realtà imprenditoriali di eludere sistematicamente i propri obblighi fiscali, arrecando un grave danno alle finanze pubbliche.

Il documento sottolinea inoltre che non risultano adottati atti di accertamento o di recupero fiscale nei confronti di imprese già segnalate dagli organi investigativi per presunti legami con la camorra. Una gestione selettiva e discriminatoria delle entrate, in totale contrasto con i principi di imparzialità, legalità e buon andamento dell’azione amministrativa.

Il passaggio più duro del decreto riguarda l’effetto di questa condotta omissiva: «L’inerzia dell’apparato politico-amministrativo ha determinato un indebolimento strutturale della capacità impositiva dell’ente, compromettendo il principio di uguaglianza fiscale e agevolando di fatto operatori economici contigui ai circuiti camorristici».

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