Marano, consiglio comunale in parte fuorilegge per oltre due anni: tra tributi non pagati, contenziosi con il Comune e abusi edilizi. Il giallo della mancata decadenza

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Non è solo una storia di infiltrazioni camorristiche, quella che ha portato allo scioglimento del Comune di Marano. C’è un’altra vicenda, meno visibile ma altrettanto grave, che racconta di un Consiglio comunale che per oltre due anni ha operato con numerosi ormai ex consiglieri che non avrebbero dovuto essere mai eletti o che avrebbero dovuto decadere da tempo.

Parliamo di soggetti non in regola con il pagamento di tributi comunali, in contenzioso legale con l’ente, e in alcuni casi persino coinvolti in pratiche per abusi edilizi. Un quadro noto da tempo, come denunciato più volte dal nostro giornale, ma che è rimasto senza conseguenze. Nessuna verifica seria, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna votazione sulla decadenza, nonostante la legge lo preveda espressamente.

La Commissione d’accesso insediata mesi fa presso il Comune ha chiesto e acquisito gli atti relativi a queste posizioni, portando alla luce una situazione che avrebbe dovuto determinare numerose defenestrazioni politiche, se solo qualcuno avesse fatto il proprio dovere.

E invece, la discussione non è mai arrivata in Consiglio comunale, nemmeno quando, a luglio 2025, ci sarebbe stata la possibilità tecnica e politica di farlo. Gli atti necessari per la convocazione del punto all’ordine del giorno non sono mai stati trasmessi a chi di dovere, in quello che appare oggi come un chiaro tentativo di insabbiamento o, nella migliore delle ipotesi, di grave negligenza amministrativa.

Il risultato? Un Consiglio comunale in gran parte “abusivo”, rimasto operativo nonostante l’incompatibilità o ineleggibilità di diversi suoi componenti. In alcuni casi, i consiglieri segnalati non hanno nemmeno provato a regolarizzare la loro posizione.

E non si tratta solo di responsabilità penali, che spetterà eventualmente alla magistratura accertare (c’è già un’indagine in corso e un’acquisizione di atti), ma anche – e soprattutto – di responsabilità politiche e amministrative: chi sapeva ha taciuto, chi poteva intervenire ha voltato lo sguardo, e chi doveva portare la discussione in aula non lo ha fatto.

A giorni sarà reso pubblico il decreto di scioglimento del Comune, con i nomi (omissati) dei soggetti coinvolti e le motivazioni dettagliate. Sarà in quella sede, forse, che si potrà finalmente capire chi ha beneficiato del silenzio istituzionale.

Una cosa è certa: questa vicenda, che va ben oltre lo scioglimento per camorra, impone una riflessione profonda su come è stata amministrata Marano.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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