Su Marano TerraNostraNews e il direttore Fernando Bocchetti hanno scritto di tutto e di più. Dalla criminalità alla mala politica, passando per i problemi che da anni attanagliano il territorio. Lo abbiamo fatto quando era scomodo, quando molti preferivano tacere e soprattutto quando dire certe cose significava attirarsi insulti, attacchi e sberleffi.
Sull’ultimo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, dunque, non accettiamo lezioni da nessuno.
Lo abbiamo scritto prima. Abbiamo indicato i temi, evidenziato le criticità e segnalato i rischi che si stavano correndo. Non a posteriori, quando le carte erano già sul tavolo, ma quando ancora in pochi volevano ascoltare.
Poi il Comune è stato sciolto. E quella decisione è stata successivamente sottoposta al vaglio della giustizia amministrativa, con esiti favorevoli alla sua conferma nei procedimenti richiamati.
A questo punto una cosa possiamo dirla senza giri di parole: avevamo ragione sulle criticità che avevamo denunciato. Gioco, partita, incontro.
Non abbiamo bisogno di profili fake, di identità nascoste o di campagne sotterranee sui social. Quello che dobbiamo dire, lo diciamo con gli articoli e mettendoci la faccia. È il nostro modo di fare giornalismo e continuerà a esserlo.
Chi invece sceglie la strada delle falsità e delle accuse infondate sappia che non resteremo a guardare. Le persone che hanno diffuso contenuti ritenuti diffamatori sono già state denunciate e continueremo a tutelare il nostro lavoro nelle sedi competenti.
A Marano abbiamo raccontato problemi, responsabilità e contraddizioni quando farlo costava molto più di un post sui social. Continueremo a farlo. Perché il giornalismo, quello vero, non ha bisogno di nascondersi dietro un profilo anonimo.
Ha un nome, una firma e soprattutto una faccia. La nostra.
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