Esclusiva Marano, il Collegio dei geometri diffida il Comune: «Sbloccate le pratiche edilizie, le misure di salvaguardia del PUC sono decadute»

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Nel mirino la sospensione delle pratiche edilizie dopo l’adozione del nuovo PUC. Il Collegio richiama il termine di 12 mesi previsto dalla normativa regionale e chiede la ripresa immediata delle istruttorie

Una formale comunicazione e contestuale diffida è stata indirizzata al Comune di Marano di Napoli, ai commissari e al dirigente/responsabile dell’Ufficio Urbanistica e Territorio – SUE, sulla questione della sospensione delle pratiche edilizie in seguito all’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC).

Al centro della contestazione vi è la durata delle misure di salvaguardia conseguenti all’adozione del PUC, avvenuta con Deliberazione della Giunta Comunale n. 60 del 24 luglio 2025.

Secondo quanto sostenuto nella comunicazione, il termine di efficacia delle misure di salvaguardia sarebbe ormai decorso. Il Collegio richiama, in particolare, l’articolo 10 della Legge Regionale Campania n. 16/2004, secondo il quale le sospensioni non possono essere protratte oltre dodici mesi dalla data di adozione dei piani.

Il termine indicato nella diffida viene pertanto individuato nel 24 luglio 2026, data alla quale sarebbe trascorso un anno dall’adozione del PUC senza che fosse intervenuta l’approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale.

La contestazione sulla durata triennale

Uno dei punti centrali della comunicazione riguarda l’interpretazione secondo cui le misure di salvaguardia potrebbero continuare a produrre effetti per tre anni sulla base dell’articolo 12 del D.P.R. n. 380/2001.

Il Collegio sostiene invece che, nel caso della Campania, debba trovare applicazione il termine più breve previsto dalla normativa regionale.

A sostegno della propria posizione vengono richiamati alcuni precedenti della Corte Costituzionale, dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e, soprattutto, una pronuncia del TAR Campania – Napoli, Sezione VIII, n. 3289 del 21 maggio 2024.

Secondo la lettura della sentenza riportata nella diffida, decorso un anno dall’adozione del PUC senza approvazione definitiva, le misure di salvaguardia cesserebbero di produrre effetti e l’amministrazione sarebbe tenuta a riprendere l’esame delle pratiche edilizie sulla base della disciplina urbanistica precedentemente vigente.

«Riprendere immediatamente l’esame delle pratiche»

La richiesta rivolta al Comune è quindi quella di considerare formalmente cessate, dal 24 luglio 2026, le misure di salvaguardia collegate alla deliberazione di Giunta n. 60/2025.

Al dirigente dell’Ufficio Urbanistica e Territorio – SUE viene chiesto, in particolare, di riprendere senza ulteriori ritardi l’istruttoria delle pratiche edilizie pendenti, comprese le istanze relative a Permessi di Costruire, SCIA e CILA, verificandole alla luce dello strumento urbanistico vigente anteriormente all’adozione del PUC.

La diffida chiede inoltre di interrompere eventuali richieste di integrazione o provvedimenti di diniego che siano fondati esclusivamente sulle misure di salvaguardia che il Collegio ritiene ormai inefficaci.

Particolare attenzione viene riservata anche alle pratiche per le quali, secondo quanto sostenuto nella comunicazione, potrebbero essere già maturati i presupposti per la formazione del silenzio-assenso previsto dall’articolo 20 del D.P.R. n. 380/2001.

Richiamate anche le possibili responsabilità dell’amministrazione

Nella comunicazione viene inoltre sottolineato che il protrarsi dell’inerzia amministrativa potrebbe determinare conseguenze sotto il profilo delle responsabilità connesse al ritardo o alla mancata definizione delle istanze.

Il Collegio evidenzia inoltre il rischio che il mancato esame delle pratiche e l’eventuale formazione del silenzio-assenso possano produrre effetti non coerenti con una corretta programmazione urbanistica, con possibili conseguenze anche per l’ente.

L’invito al sindaco

La diffida si rivolge anche al sindaco di Marano di Napoli, al quale viene chiesto di promuovere con urgenza gli atti necessari affinché gli uffici comunali si conformino alla normativa regionale e agli orientamenti giurisprudenziali richiamati.

Viene inoltre sollecitata la conclusione dell’iter relativo al PUC, attraverso l’adozione degli adempimenti di competenza del Consiglio Comunale.

La comunicazione si conclude richiamando lo «spirito di lealtà e collaborazione» nei rapporti con l’amministrazione locale, ma anche la necessità di evitare ulteriori ritardi e conseguenti contenziosi.

La questione, dunque, mette nuovamente al centro il rapporto tra l’iter del nuovo PUC e le numerose pratiche edilizie ancora pendenti negli uffici comunali. Il nodo da chiarire è ora se, decorso il termine indicato dal Collegio, l’amministrazione commissariale debba effettivamente considerare cessate le misure di salvaguardia e procedere all’esame delle istanze secondo la pianificazione urbanistica precedentemente vigente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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