Non si ferma il lavoro degli inquirenti sul caso del suicidio di Massimo Perrotta, 51 anni, trovato morto nella sua abitazione domenica scorsa. L’autopsia ha confermato l’ipotesi iniziale del gesto volontario, ma i Carabinieri – coordinati dalla Procura Napoli nord – vogliono approfondire ulteriormente la vicenda.
L’obiettivo è comprendere se Perrotta avesse ricevuto minacce, pressioni o fosse stato avvicinato da qualcuno nei giorni o nelle settimane precedenti alla tragedia. Gli investigatori non escludono che lo stato di fragilità dell’uomo possa essere stato aggravato dal contesto giudiziario in cui era coinvolto.
Perrotta era infatti indagato, assieme ad altri soggetti, in un’inchiesta per frode fiscale e riciclaggio condotta dalla Procura di Napoli nord e dalla Guardia di Finanza. L’indagine riguarda due attività commerciali di Marano: il bar Moulin Rouge, di cui risultava amministratore, e una tabaccheria situata a poca distanza.
Intanto, la comunità ha dato l’ultimo saluto. I funerali di Massimo Perrotta si sono tenuti oggi, mercoledì 17 settembre, presso la chiesa di San Ludovico d’Angiò, a Marano.


























