Marano, ex consiglieri ed ex assessori incompatibili, ma mai decaduti. E i funzionari hanno chiuso gli occhi per due anni, fino a quando non si è insediata la commissione d’accesso. Andrebbero licenziati e denunciati

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Uno dei passaggi più gravi che emergono dalla relazione, secondo le prime indiscrezioni, che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche riguarda una vicenda rimasta a lungo sotto traccia, ma che getta ombre pesantissime sull’intero apparato amministrativo dell’ente.

Almeno una quindicina di consiglieri comunali – ora ex, dopo il provvedimento di scioglimento – sono risultati per oltre due anni in condizioni di incompatibilità, in quanto non in regola con il pagamento di tributi comunali o sanzioni derivanti da contravvenzioni. Una situazione nota da tempo all’interno del Municipio, ma mai affrontata con la dovuta serietà. A questi si aggiungono almeno tre ex assessori, anch’essi incompatibili per le stesse ragioni.

In base alle norme vigenti, si tratta di incompatibilità gravi e oggettive, che avrebbero dovuto comportare l’immediata decadenza dalla carica. Ma ciò non è mai avvenuto. Anzi, per oltre due anni tutto è rimasto inspiegabilmente fermo, senza che i funzionari comunali competenti attivassero le procedure previste per legge. Un comportamento omissivo che rischia ora di aprire scenari ben più gravi, anche di natura giudiziaria.

La vicenda – secondo quanto trapela – era pronta ad approdare in uno degli ultimi consigli comunali dell’amministrazione, per avviare l’iter di decadenza nei confronti di coloro che, nonostante l’avviso formale, non avevano ancora provveduto a regolarizzare la propria posizione. A disposizione avevano avuto un tempo ampio, probabilmente un mese, ma almeno 4 o 5 consiglieri non si sono mai messi in regola. Eppure il punto non è mai stato portato in aula, e il consiglio comunale ha continuato a operare in condizioni irregolari.

Solo con l’arrivo della Commissione d’accesso agli atti, che ha chiesto chiarimenti e documentazione precisa, l’amministrazione ha iniziato a muoversi sulla questione. Ma ormai era troppo tardi: il danno democratico e amministrativo era stato fatto, e la decadenza formale non è mai arrivata, nemmeno per chi aveva completamente ignorato gli obblighi di legge.

E c’è ancora chi oggi attacca la stampa libera, tentando di screditare il lavoro di chi denuncia e documenta, invece di vergognarsi e fare un passo indietro.

In questo quadro, la responsabilità non è solo politica ma anche amministrativa. I funzionari comunali che hanno rallentato, ignorato o omesso di attivare le procedure, dovrebbero essere oggetto di procedimenti disciplinari seri, con valutazioni che possano arrivare anche a sanzioni, licenziamenti e denunce all’autorità giudiziaria. Perché chi ha chiuso gli occhi – consapevolmente o per inerzia – su simili violazioni, ha tradito la fiducia dei cittadini e ha contribuito al degrado istituzionale di una città che ora paga il prezzo più alto: lo scioglimento per camorra.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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