GIUGLIANO, IL CAMBIO DI MODULO NON CONVINCE E IL POTENZA PASSA ALLO SCADERE

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Doveva essere la partita della conferma, della ripartenza dopo la buona prova in Coppa. Invece, contro il Potenza, il Giugliano si è presentato con un volto diverso, nel modulo e nell’atteggiamento. Un 3-5-2 a sorpresa voluto da mister Colavitto, che ha deciso di accantonare il tridente, marchio di fabbrica della squadra, per affidarsi a un assetto più coperto. Il risultato, però, non ha premiato la scelta: la squadra è apparsa involuta, poco fluida, e ha pagato a caro prezzo l’unico vero errore difensivo della serata, proprio allo scadere.

Eppure la gara era partita anche bene: ritmo, buona aggressività e qualche spunto interessante. Ma con il passare dei minuti il Potenza ha preso campo, complice anche una certa difficoltà del Giugliano a gestire il possesso in mezzo, dove è mancata brillantezza. Zammarini non è ancora al meglio e si è visto: entrato nella ripresa, ha faticato a cambiare l’inerzia della gara. Prezioso, come sempre generoso, ha alternato giocate preziose a scelte rivedibili, mentre Peluso è parso sottotono per tutta la durata dell’incontro.

Il gol di D’Agostino, bello e costruito con qualità, sembrava poter indirizzare la partita, ma l’espulsione ingenua di La Vardera – frutto di una disattenzione su una palla inattiva mal letta – ha complicato tutto. In dieci, il Giugliano ha retto finché ha potuto, poi, a venti secondi dal termine, è arrivato il colpo di grazia firmato Caturano.

Nel post partita Colavitto ha ammesso che la squadra, per caratteristiche, è costruita per giocare con il 4-3-3. Tuttavia, ha anche sottolineato che per farlo serve ritrovare la condizione di alcuni elementi fondamentali, senza citarli esplicitamente. Facile pensare a De Rosa e Zammarini, due pilastri che oggi ancora non brillano.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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