Mi ha lasciato basito, generando anche una profonda irritazione, la lettura dell’articolo pubblicato a ferragosto sul quotidiano “Il Mattino”, a firma del direttore Roberto Napoletano, dal titolo “Ragazzi, tornate a Napoli”, nel quale viene descritta una Città che di fatto non esiste, come testimoniato anche dai molti commenti presenti sui social. I napoletani infatti sanno bene che i tanti problemi storici del capoluogo partenopeo, con l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Manfredi, si sono addirittura aggravati, con un verde pubblico totalmente abbandonato – parchi chiusi da anni, come la villa comunale sul lungomare e il parco urbano dei Camaldoli, alberature stradali che all’improvviso cadono al suolo per la mancanza di una costante quanto idonea manutenzione -, con un servizio di trasporto pubblico che fa acqua da tutte le parti – attualmente sono chiuse sia una tratta della linea 1 della metropolitana che la funicolare di Mergellina dopo che, solo di recente, è stata riaperta la funicolare di Chiaia, rimasta ferma per oltre due anni per gli eterni lavori di revisione ventennale che dovevano durare al massimo sei mesi -, con strade afflitte da carenze manutentive – buche e avvallamenti su carreggiate e marciapiedi in tutti i quartieri ma anche diverse voragini che, segnatamente al Vomero, si sono aperte e che, solo per mera fortuna, non si sono trasformate in tragedie annunciate -, con cumuli di rifiuti, anche ingombranti, presenti a tutte le ore del giorno, che, tra l’altro, comportano la presenza, specialmente nei periodi estivi, per ultimo quello in corso, di torme di topi, blatte americane volanti e insetti di ogni specie. Quanto poi alla possibilità di una sistemazione lavorativa stabile e adeguatamente remunerata, basterebbe domandare ai tanti giovani che, dopo aver completato gli studi, ne sono alla ricerca per comprendere la situazione reale e non quella ideale quanto immaginaria descritta nell’articolo citato. Nel 2019, alla vigilia delle festività natalizie, scrissi una lunga lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella quale descriverò la sofferenza e il dolore, mio e di mia moglie, per la lontananza delle nostre due figlie, costrette, dopo gli studi universitari, a seguito dell’infruttuosa ricerca di un posto di lavoro che consentisse loro una vita autonoma e indipendente, confacente al percorso di studi seguito, a emigrare all’estero e che non sarebbero potute tornare neppure per trascorrere il Natale insieme. A seguito di quella lettera fui una delle dodici persone, tra le tante che hanno indirizzato lettere al Capo della Stato italiano nell’arco degli ultimi cinquant’anni, invitata al Quirinale per un’intervista, andata in onda del docufilm: “Caro Presidente”, trasmesso il 2 giugno 2022 su Rai 3, in occasione della festa della Repubblica. Oggi le mie due figlie continuano a lavorare all’estero, dove hanno raggiunto, nei loro rispettivi ambiti lavoratori, posizioni di notevole prestigio sotto tutti gli aspetti, compreso quello economico. Esse non tornerebbero mai, e sottolineo mai, a Napoli. Anche perché i paesi, nei quali si sono trasferite e vivono, presentano indici di vivibilità – con servizi pubblici che soddisfano le esigenze della comunità, garantendo l’accesso universale e la qualità -, che a Napoli invece sono del tutto carenti, segnatamente in settori chiave come sicurezza, trasporti, sanità, ambiente e gestione dei rifiuti. Per questo, rievocando il grande Eduardo che, stando a quanto riportato dalle cronache, oltre mezzo secolo fa, rivolgendosi ad alcuni giovani attori che cercavano consigli sul loro futuro lavorativo a Napoli, pronunciò la famosa frase: “Fuitevenne ‘a Napoli”, dico ai giovani che finalmente, dopo anni di attese e di tribolazioni, sono stati costretti a lasciare il capoluogo partenopeo, trovando una sistemazione lavorativa stabile e soddisfacente all’estero, pur consapevole del dolore e della sofferenza per il distacco dalle rispettive famiglie, ripagato però dalla consapevolezza che sono realizzati e soddisfatti: “Ragazzi, non tornate a Napoli”.
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