C’è chi ha esultato come se la Nazionale avesse appena vinto il Mondiale. Ma stavolta il tripudio non riguardava il calcio, bensì l’adozione in giunta del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) della città di Marano. Un passaggio certo importante per un Comune che da anni attende uno strumento di pianificazione degno di questo nome, ma che non equivale affatto – è bene ribadirlo – alla sua approvazione definitiva.
La realtà dei fatti, al netto dei proclami entusiastici, è molto diversa: l’iter per l’approvazione del PUC è appena cominciato e sarà, con ogni probabilità, lungo almeno un anno. Dopo l’adozione da parte della giunta comunale, il piano dovrà passare attraverso una serie di passaggi tecnici e procedurali obbligati: sessanta giorni per le osservazioni da parte dei cittadini, le risposte scritte del Comune, l’invio degli atti alla Città Metropolitana (ex Provincia), eventuali osservazioni anche da parte di quest’ultima e, solo alla fine, l’approvazione del Consiglio Comunale.
Un percorso lungo e articolato, dunque, che non esclude sorprese. Tanto più che lo stesso sindaco, Matteo Morra, ha ammesso pubblicamente che la cartografia utilizzata per redigere il piano è piuttosto datata. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che potrebbe aprire la strada a ricorsi e contenziosi, soprattutto in un territorio storicamente complesso come quello maranese.
Altro punto che merita chiarezza: si tratta sì di un PUC a consumo di suolo zero, ma non di un piano a vani zero. In concreto, ciò significa che non saranno previste nuove edificazioni su suoli liberi, ma sarà comunque possibile costruire – fino al 20% in più rispetto all’esistente – tramite meccanismi di densificazione urbana, come ampliamenti o demolizioni e ricostruzioni. In alcune aree specifiche della città, dunque, il cemento continuerà a essere presente, seppur in forma “razionalizzata”.
E poi c’è il nodo spinoso delle lottizzazioni edilizie non ancora partite, che – con l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia – potrebbero essere declassate a terreni agricoli. Una partita delicata, che con ogni probabilità sarà oggetto di numerosi ricorsi legali, considerati gli interessi economici in gioco.
In sintesi, quella compiuta da Morra e dalla sua amministrazione è senza dubbio un’operazione politica rilevante, che giunge in un momento in cui il Comune è sotto stretta osservazione da parte della Prefettura e del Viminale. Una mossa che punta a rafforzare l’immagine di una giunta impegnata a fare ordine e trasparenza in un settore – quello urbanistico – che a Marano ha da sempre rappresentato un terreno scivoloso.
Ma al tempo stesso, è anche un’operazione furba e mediatica, che cerca di capitalizzare in termini di consenso una fase ancora embrionale del processo. Perché da qui alla versione definitiva del PUC, molte cose potranno ancora cambiare. E le incognite – politiche, tecniche e giudiziarie – non mancano.
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