West Nile, allarme in Campania: nuovi casi sospetti tra Napoli e Salerno. Intensificati i controlli e le disinfestazioni

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La febbre West Nile torna a far parlare di sé in Campania. Dopo il primo caso asintomatico diagnosticato all’ospedale Cardarelli di Napoli in un paziente fragile, si registra ora un nuovo sospetto ricoverato al pronto soccorso del Ruggi di Salerno. Il paziente presenta febbre alta, malessere generale e torpore, sintomi che hanno spinto i medici a effettuare accertamenti per un possibile coinvolgimento meningeo. Il test è stato inviato al laboratorio dell’ospedale Cotugno e il risultato è atteso nelle prossime ore.

Allerta su tutto il territorio regionale

Nel frattempo la Regione Campania ha avviato un piano straordinario di disinfestazioni e controlli su larga scala, partito ieri sera nelle zone a rischio. Sono state allertate tutte le figure sanitarie coinvolte: medici di base, pediatri, veterinari e i Servizi di epidemiologia e prevenzione (Sep) delle Asl.

Nel Casertano, in particolare sul litorale domizio, è stato effettuato un sopralluogo con trappole per le zanzare da parte dell’Istituto Zooprofilattico e delle autorità sanitarie. Si segnalano tre nuovi casi sospetti, che si aggiungono agli otto già notificati: cinque ricoveri, due casi gravi e uno in condizioni critiche. Due pazienti sono invece al Cotugno, uno in stato grave.

Focolai anche nel Basso Lazio e a Ischia

Le autorità sanitarie temono una possibile connessione tra il focolaio casertano e quello registrato nel basso Lazio, dove il virus ha già causato un decesso e almeno nove ricoveri. A Ischia, intanto, è stato trovato morto un rapace risultato positivo al West Nile (lineaggio 2): un segnale della circolazione del virus anche sull’isola.

L’esperta: “Disinfestazioni partite troppo tardi”

Secondo la professoressa Maria Triassi, docente di Igiene e presidente della Società scientifica di Sanità pubblica digitale, “le disinfestazioni contro le zanzare vettori sarebbero dovute partire già in primavera. Ora si può agire solo sugli insetti adulti”. Triassi sottolinea l’importanza di evitare i ristagni d’acqua, che favoriscono la proliferazione del vettore principale, la zanzara Culex Pipiens.

Il virus non si trasmette tra esseri umani

Gli esperti rassicurano: il virus non si trasmette da persona a persona, né tramite punture di zanzara da un uomo infetto. Tuttavia, la forma neuroinvasiva può essere pericolosa, con una letalità del 30% in caso di meningite. Febbre superiore a 38°C accompagnata da stanchezza, torpore o rigidità nucale devono essere subito segnalate al medico.

Sorveglianza su animali e donazioni di sangue

Il piano regionale prevede anche il monitoraggio sugli animali, in particolare uccelli e cavalli, oltre alla raccolta e analisi delle zanzare catturate con trappole. Il Centro Nazionale Sangue ha disposto misure precauzionali per prevenire la trasmissione del virus attraverso donazioni di sangue, organi e tessuti nelle aree interessate.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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