Parla la madre di Mario Di Sangro, il ragazzo di 15 anni morto sabato scorso in circostanze ancora da chiarire. Domani, alle 11:30, nella chiesa dell’Immacolata a Marano, si terranno i funerali. Intanto, le indagini delle forze dell’ordine proseguono: si attende l’autopsia per capire se si sia trattato di un tragico gesto volontario o di un incidente. L’arma da fuoco è stata trovata in casa, regolarmente detenuta, e custodita — precisano i genitori — in un luogo sicuro e nascosto.
La madre rompe il silenzio con un lungo messaggio affidato ai social. Un grido di dolore, ma anche una testimonianza carica d’amore e dignità:
“Non ho sensi di colpa. Non accetto che si dica che non siamo stati buoni genitori”, scrive.
“Mario è stato un figlio desiderato, voluto con amore, e lo sapeva. In casa nostra ha sempre trovato amore, presenza, attenzione. Se mancavo io per lavoro, c’era suo padre, e viceversa. Ogni desiderio — sempre nelle nostre possibilità — cercavamo di realizzarlo. Era seguito, curato, sostenuto. Ha sempre avuto i libri pronti il primo giorno di scuola, andava in vacanza ogni anno con noi, non c’erano mai separazioni in famiglia: andavamo sempre tutti assieme”.
“Era un ragazzo sensibile, buono. Forse troppo”, continua la madre. “Festeggiavamo anche un 6– come voto, gli tagliavo ancora le unghie. L’ultima volta l’ho fatto venerdì a pranzo. Avevamo cura anche del suo sorriso: gli avevamo fatto mettere la macchinetta per i denti, removibile, così che non venisse preso in giro”.
La donna rivendica il diritto e il dovere di educare, anche con qualche rimprovero:
“Se un genitore non può neanche più dire a un figlio che non si può stare col telefono fino alle 4 del mattino, o che bisogna lavarsi prima di dormire… allora siamo arrivati al limite”, scrive con dolore.
“Mario stava male per una ragazzina. Gli aveva detto cose brutte, l’ha ferito, ma non si è confidato con noi. Non l’ho mai visto depresso, era un ragazzo che baciava dieci volte al giorno solo passando per casa. Non ci ha dato mai segnali. Noi non abbiamo mai detto ‘no’ con leggerezza, gli abbiamo anche messo un doposcuola quando aveva bisogno, anche se lui non lo chiedeva”.
“Mio marito non ha lasciato alcuna pistola incustodita. Era ben chiusa, nascosta. L’ha trovata. Era destino, un destino crudele che ci ha portato via tutto”.
Poi l’addio all’attività che per anni ha portato gioia a tanti bambini:
“Ero animatrice da 26 anni, facevo feste a tutta Marano. Ho annullato tutto. La mia carriera finisce il 19 luglio. Non posso più regalare sorrisi. Io sarò triste per sempre”.
“Grazie a chi è venuto a casa ad abbracciarmi, ne avevo bisogno. Grazie a chi mi ha scritto, anche se non ho risposto, ho letto tutto. Mi sento come se mio figlio mi fosse stato rapito. Aiutatemi, sto male. È un dolore troppo grande”.
Infine, un appello:
“Fate girare, condividete. Voglio che si sappia la verità su Mario. Ho letto troppe cattiverie. Mario ti amo. Per sempre”.
























