Sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale: una svolta per le pensioni di invalidità

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Con la sentenza n. 94 del 2025, la Corte Costituzionale ha sancito un principio fondamentale di equità sociale e tutela della dignità delle persone invalide: anche chi percepisce un assegno ordinario di invalidità calcolato interamente con il sistema contributivo ha diritto all’integrazione al trattamento minimo.
Cosa ha stabilito la Corte?
La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’art. 1, comma 16, della legge n. 335/1995 (la cosiddetta riforma Dini), nella parte in cui esclude l’integrazione al minimo per gli assegni ordinari di invalidità determinati esclusivamente con il metodo contributivo, cioè per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996.
Quali sono le conseguenze concrete?
Nuovo diritto riconosciuto: da oggi, anche i cosiddetti “contributivi puri” potranno beneficiare dell’integrazione al minimo, se in possesso dei requisiti di reddito.
Importo minimo 2025: pari a € 603,40 al mese.
Requisiti di reddito:
Reddito personale annuo inferiore a € 14.005,94;
Reddito coniugale complessivo non superiore a € 21.008,91.
Nessun arretrato: la sentenza ha effetti non retroattivi. Vale solo dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Chi ne ha diritto?
Hanno diritto all’assegno ordinario d’invalidità:
I lavoratori con una riduzione di almeno 2/3 della capacità lavorativa;
Con almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni;
Con assegno liquidato interamente con sistema contributivo, oggi potranno chiedere l’integrazione al minimo se rientrano nei limiti reddituali.
🏛 Perché è una decisione storica?
Questa pronuncia segna un punto di svolta, perché:
Ristabilisce il principio di uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.);
Tutela la dignità sociale e il diritto all’assistenza (art. 38 Cost.);
Supera una grave disparità di trattamento tra lavoratori invalidi a seconda della “generazione previdenziale”.
Cosa fare ora?
Chi ritiene di averne diritto può:
1. Verificare il proprio cedolino e i limiti reddituali;
2. Presentare domanda all’INPS, anche tramite un patronato;
3. Richiedere assistenza legale o consulenza per una valutazione del caso concreto.
Per informazioni, chiarimenti o assistenza nella compilazione della domanda, potete contattare lo sportello gratuito presso APS De Amicitia, in via Santa Maria n 80, Quarto (NA), o scrivere a:
Whatsapp 081 066 9769
 “La Costituzione tutela la dignità, non la burocrazia.”
(Avv. Lelio Mancino)
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