Raffaele Russo, sindaco di Pomigliano d’Arco, è indagato per concussione. Al centro dell’inchiesta una telefonata – avvenuta durante un incontro pubblico in Comune – con i titolari della clinica IOS (ex Meluccio – San Felice), nella quale avrebbe chiesto la revoca dei licenziamenti di tre lavoratori. La Procura ritiene che quella telefonata, su richiesta dei sindacati e avvenuta in viva voce davanti a lavoratori e assessori, possa configurare un’ingerenza indebita.
Russo, tramite il suo legale Gianmario Sposito, ha fatto sapere di aver agito su sollecitazione della Funzione Pubblica CISL, nell’ambito di una interlocuzione tra le parti. “Auspico una risoluzione positiva della vicenda”, ha dichiarato il legale, aggiungendo che il sindaco ha fornito agli inquirenti – tra cui il pm Henry John Woodcock – ogni chiarimento utile.
Ma questo nuovo fronte giudiziario si innesta in un contesto già segnato da tensioni pesanti: da mesi, infatti, Pomigliano d’Arco è sotto la lente d’ingrandimento del Ministero dell’Interno per una possibile procedura di scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
La commissione d’accesso prefettizia ha concluso il proprio lavoro da tempo, e ha consegnato una dettagliata relazione al Viminale. Nonostante ciò, dal Ministero non è ancora arrivata alcuna decisione sul destino dell’ente, lasciando la città e le sue istituzioni in uno stato di sospensione inquietante. Una situazione che molti, anche tra gli amministratori locali e i cittadini, definiscono “inspiegabile” e che alimenta dubbi e polemiche.
Il silenzio del Viminale pesa ancor di più se si considera che nel frattempo il nome del sindaco Russo è tornato più volte sotto i riflettori, non solo per l’attuale indagine ma anche per altre vicende, come quella dell’ex comandante della Polizia Municipale Luigi Maiello, finito al centro di un caso controverso e mai del tutto chiarito.
In attesa che la magistratura faccia il suo corso e che il Ministero prenda finalmente una posizione sul futuro dell’amministrazione comunale, a Pomigliano regna l’incertezza. E l’idea che qualcosa di più profondo stia minando la credibilità delle istituzioni locali appare sempre meno lontana.


























