“Un atto giuridicamente illegittimo e istituzionalmente scorretto, adottato da un organo che, al momento della delibera, aveva già perso ogni potere”.
È quanto denuncia Carmela Rescigno, consigliere regionale e presidente della II Commissione Consiliare Speciale Anticamorra e Beni Confiscati del Consiglio Regionale della Campania, in riferimento alla deliberazione n. 22 dell’11 giugno 2025 assunta dal Commissario Prefettizio del Comune di Giugliano in Campania con i poteri della Giunta, relativa alla partecipazione all’avviso pubblico FSC 2021/2027 per la promozione turistica della Campania.
Il progetto in questione, dal titolo “Santi e Passioni – Itinerario di fede popolare”, coinvolgeva anche i Comuni di Casoria (capofila), Afragola, Arzano, Cardito e Crispano.
La delibera risulta essere stata approvata alle ore 13:53 dell’11 giugno 2025, ovvero quasi un’ora dopo la proclamazione del nuovo Sindaco di Giugliano, Nicola D’Alterio, avvenuta alle ore 12:55.
“Da quell’istante – sottolinea Rescigno – il Commissario non aveva più alcun potere deliberativo. L’atto è dunque viziato da un evidente difetto di legittimità”.
Nella lettera indirizzata al Sindaco di Giugliano Diego Nicola D’Alterio, Rescigno richiama un parere del Ministero dell’Interno (27 giugno 2006) secondo cui, dal momento della proclamazione del nuovo Sindaco, ogni potere transita all’organo legittimamente eletto, salvo eccezioni legate a casi urgenti e indispensabili, che in questo caso non ricorrono: “Non ci troviamo né di fronte a un’emergenza funzionale né a scadenze improrogabili fissate per legge. Semplicemente, si è scelto di firmare un atto senza alcuna urgenza, oltre il limite della legalità”.
“A fronte di tale scenario, la Presidente della Commissione regionale ha formalmente chiesto al Sindaco di Giugliano in Campania, disponendo l’annullamento in autotutela della deliberazione n. 22/2025, per ristabilire la piena legalità amministrativa e tutelare l’immagine dell’Ente.
“In assenza di un riscontro entro 3 giorni – conclude Rescigno – mi vedrò costretta, per dovere istituzionale, a informare gli uffici competenti della Regione Campania affinché valutino l’esclusione dei Comuni coinvolti dal finanziamento, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità ed efficienza dell’azione amministrativa. Questo anche a garanzia dei tanti altri enti che hanno partecipato all’avviso pubblico secondo le regole”.
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