Marano, rifiuti, degrado, verde pubblico caos e promesse mancate: il malcontento cresce

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A Marano la situazione ambientale è ormai al collasso. Da oltre due anni si registrano gravi criticità nella raccolta dei rifiuti: inciviltà diffusa tra i cittadini, che non rispettano le modalità di conferimento, zero spazzamento in strada e, cosa ancora più grave, nessuna sanzione alla ditta incaricata, la Green Line. In passato, le irregolarità portarono a indagini giudiziarie, nonostante fossero state applicate anche penali. Oggi, invece, tutto tace. Perché?

Il verde pubblico è fermo da settimane. Gli operai della ditta, quattro o cinque unità, sono rimasti senza lavoro dopo lo stop imposto dal Tar, che ha sospeso l’affidamento. Si attende ora un nuovo incarico da parte della centrale unica di committenza, ma nel frattempo aiuole e marciapiedi sono invasi da erbacce.

Il caldo estivo acuisce disagi e degrado. E i cittadini si chiedono dove siano finiti controlli e responsabilità.

Pochi consiglieri si espongono. Tra questi c’è Izzo, mentre molti altri sembrano allineati al sindaco Morra, che da quando il Comune è sotto indagine ha concentrato i suoi sforzi solo sui beni confiscati. Un’accelerazione sospetta, forse pensata per impressionare la Prefettura e la commissione d’accesso inviata al Municipio.

Intanto, Marano continua a soffrire: blackout elettrici frequenti, problemi idrici in alcune zone, trasporti pubblici allo sbando e la consegna dei loculi nuovi – attesi da 12 anni – che continua a slittare. Anche lo stadio comunale è chiuso da oltre quattro anni e mezzo, simbolo di un immobilismo cronico. Morra, dopo due anni di tentennamenti, oggi corre. Ma solo su ciò che gli conviene. E la città affonda.

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