
Il conflitto tra Iran e Israele ha superato una nuova soglia: una granata è esplosa nella residenza dell’ambasciatore norvegese a Tel Aviv. Nessun ferito, ma il segnale è inequivocabile – neanche la diplomazia europea è più al sicuro.
Poco prima, un missile iraniano aveva centrato l’ospedale Soroka di Beersheba, ferendo oltre 240 persone. La risposta israeliana è stata immediata: attacchi mirati contro i siti nucleari di Arak e Natanz.
Sono più di 400 i missili e droni lanciati dall’Iran contro Israele dall’inizio del conflitto. Tra gli obiettivi colpiti, anche il centro finanziario di Tel Aviv, duramente danneggiato.
Le vittime civili si contano a centinaia da entrambe le parti, mentre Teheran è in parte evacuata e sotto minaccia costante.
L’Europa tenta una mediazione diplomatica, ma Washington valuta un coinvolgimento militare diretto. Il rischio di un’escalation regionale è ora più concreto che mai.
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