Comuni a rischio scioglimento per mafia: Piantedosi non può più rimandare, serve una decisione immediata e chiara

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A distanza di mesi dalle verifiche avviate dagli ispettori della Prefettura di Napoli, cresce l’attesa per le decisioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui possibili scioglimenti per infiltrazioni mafiose nei Comuni di Pomigliano d’Arco, Marano di Napoli e Giugliano in Campania. Il tempo è scaduto: il Viminale deve decidere, in un senso o nell’altro, ma deve farlo subito.

Il caso più emblematico è quello di Giugliano, dove – nonostante l’attività ispettiva si sia conclusa da tempo – non solo non è arrivato lo scioglimento, ma si è persino tornati alle urne. Una situazione che ha lasciato sconcertati cittadini e osservatori. Secondo più fonti, Giugliano avrebbe dovuto essere sciolto mesi fa, ma così non è stato. Un segnale confuso, che ha sollevato perplessità sul piano istituzionale.

A Pomigliano d’Arco la situazione è ancora più nebulosa. Dopo l’insediamento della Commissione d’accesso, è calato il silenzio. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna presa di posizione. Una condizione che alimenta sfiducia e delegittimazione e apre spazi per strumentalizzazioni politiche. Una zona grigia in cui si rischia di far maturare nuove connivenze.

Su Marano, il quadro è invece più definito. Il dossier prodotto dagli ispettori è di 450 pagine. Di recente si è tenuto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, a conferma di una situazione seria. Si resta in atteda della decisione del Viminale. Il Comune resta in bilico.

Nel frattempo, secondo indiscrezioni raccolte da ambienti vicini alle amministrazioni locali, su tutti e tre i Comuni vi sarebbero state ingerenze e pressioni, anche di natura politica, per evitare gli scioglimenti. Nulla di ufficiale, ma i “rumors” si rincorrono da settimane, contribuendo ad alimentare un clima di sospetto e tensione.

In questo contesto di incertezza, ogni giorno senza una decisione rischia di rafforzare non tanto i clan, ma quegli ambienti borderline, spesso trasversali, e certi circuiti di potere legati ai cosiddetti colletti bianchi, che prosperano nell’ambiguità. Settori capaci di muoversi tra istituzioni, affari e politica, sfruttando la paralisi dello Stato per consolidarsi.

Il ministro Piantedosi ha una responsabilità diretta: garantire trasparenza, legalità e credibilità istituzionale. Non c’è più tempo per rinvii. Serve una scelta chiara: sciogliere o archiviare, ma chiudere una volta per tutte una stagione di ambiguità che sta logorando la fiducia dei cittadini.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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