La strategia fallimentare del centrodestra in provincia di Napoli: un boomerang a Giugliano. Se non saltano alcuni coordinatori provinciali non si farà mai sul serio

0
Condividi
897 Visite
La scelta del centrodestra, che governa in Italia, di spingere affinché si votasse al Comune di Giugliano, per evitare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, si è rivelata una mossa politicamente miope e controproducente. Il non avallare lo scioglimento si è trasformato in un assist clamoroso alla “vecchia” politica, quella che avrebbe dovuto essere spazzata via da una discontinuità mai realmente perseguita.

La relazione della commissione d’accesso parla chiaro e senza ambiguità: nell’ente sono evidenti condizionamenti esterni, continui e costanti, che hanno compromesso la piena autonomia e trasparenza amministrativa.

Il risultato di questa strategia è oggi sotto gli occhi di tutti: ha vinto nuovamente la compagine di centrosinistra guidata dal sindaco D’Alterio, ex capogruppo Pd nella precedente amministrazione Pirozzi. E qui emerge l’amara verità: non vi è stata alcuna reale discontinuità. La nuova assise è, per molti aspetti, la fotocopia, la stessa faccia della medaglia che già governava Giugliano fino a pochi mesi fa. Molti degli attori chiave che hanno operato nella giunta Pirozzi, in consiglio o in ruoli strategici, sono tornati prepotentemente in auge.

Per citarne alcuni, in consiglio sono ritornati per la maggioranza: Castaldo, Cacciapuoti, Visconti, Fasano, Granata, D’Agostino, Maisto, Di Domenico, Guarino e Ragosta.

Presente anche l’ex assessore di Pirozzi: Riccardo Isabella e il segretario di Pirozzi, Vincenzo Esposito.

Per l’opposizione ritornano in consiglio comunale, invece, Ascione, Giovanni Pirozzi, Iovinella.

Pirozzi, inizialmente considerato un “folle” per essersi dimesso per evitare la commissione d’accesso – commissione che comunque è arrivata, seppur in grave ritardo –, si è rivelato il politico più astuto e determinante del territorio. La sua capacità di piegare Prefettura, Viminale e parlamentari locali ha neutralizzato ogni tentativo di “pulizia” politica.

Questa vicenda è l’esempio lampante di una classe politica provinciale incapace di rinnovarsi, che preferisce tutelare se stessa piuttosto che affrontare coraggiosamente le sfide della legalità e della trasparenza. La vittoria del centrosinistra non è certo un trionfo della buona politica, ma la conferma di un sistema in cui il cambio di nome non corrisponde a un reale cambio di passo.

In definitiva, la responsabilità del centrodestra è grave: ha favorito il mantenimento dello status quo, con conseguenze nefaste per la governance di Giugliano e, più in generale, per la credibilità delle istituzioni nella provincia di Napoli. Di riforme e discontinuità si continua a parlare solo a parole, mentre i fatti raccontano una storia ben diversa.

La Meloni, Salvini e Tajani farebbero bene a prendere delle contromisure in Campania, perché con gli esponenti che guidano le segreterie regionali e provinciali non si va da nessuna parte. Nell’hinterland partenopeo hanno perso in tutti i comuni, non ne azzeccano una da anni. Con questi presupposti le regionali sono più che perse.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti