Nordio e Piantedosi fanno chiarezza sul caso Almasri: “L’atto della corte penale internazionale è nullo”

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“Ho manifestato subito la disponibilità ad essere ascoltato il prima possibile, infatti eccomi qua, per chiarire questa vicenda sulla quale ci sono tantissime incertezze, inesattezze, talune grossolane contraddizioni“, dice il Guardasigilli.

La richiesta della Corte Penale Internazionale

“Tanto più la richiesta proveniente dalla Corte Penale Internazionale è articolata e complessa, tanto maggiore deve essere la riflessione, anche critica, sul suo procedere logico, sulla sua coerenza argomentativa, sui dettagli degli elementi citati e sulla coerenza delle conclusioni cui perviene. Come vedremo questa coerenza manca e quell’atto è radicalmente nullo“, afferma Nordio.

E spiega che “l’atto è arrivato in lingua inglese senza essere tradotto. Sin dalla prima lettura il sottoscritto notava una serie di criticità sulle richieste di arresto che avrebbero reso impossibile una immediata richiesta alla Corte d’Appello”.

“Il ruolo del ministro non è semplicemente quello di un organo di transito delle richieste che arrivano dalla Corte, non è un passacarte – scandisce facendo riferimento alle norme relative alla Corte penale internazionale – ma è un organo politico che deve meditare il contenuto delle richieste in funzione di un eventuale contatto con gli altri ministeri, con altre istituzioni o con altri organi dello Stato”.

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